sabato 18 Aprile 2026
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Chernobyl, ritorna l’incubo del nucleare?

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Riprese le reazioni di fissione nella centrale nucleare, gli scienziati di Kiev, danno l’allarme, ipotizzando la possibilità di rilascio di radioattività

Cosa successe il 26 aprile 1986?

Durante le prime ore di quel maledetto giorno, esplode il più avanzato dei quattro reattori in funzione presso la centrale nucleare di Chernobyl, a poco più di 100 km da Kiev, in Ucraina. L’esplosione libera nell’atmosfera una quantità altissima di radiazioni che investe succesivamente molti paesi vicini all’Unione Sovietica. Ma i sovietici, almeno all’inizio, rifiutano ogni responsabilità per l’accaduto.


Questa carenza di comunicazione ha contribuito alla diffusione di notizie false su alcuni dettagli dell’incidente, come il numero di morti nell’area intorno alla centrale. Resta tuttavia la conseguenza più grave dell’esplosione, con la quale siamo ancora costretti a fare i conti: la contaminazione nucleare.

Le esplosioni di Chernobyl furono due, entrambe terribili. Avvennero nel cuore della notte, mentre un gruppo di ingegneri stava effettuando un delicato test di sicurezza. Scopo del test era quello di verificare se il sistema di raffreddamento del reattore numero 4 potesse funzionare in caso di carenze di energia elettrica.

Quali furono le conseguenze dell’incidente?

Il disastro di Chernobyl rilasciò una quantità di radiazioni elevatissima: almeno 100 volte di più rispetto alle bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki. Il fall-out nucleare si depositò per lo più dalle parti della cittadina di Chernobyl, ma anche in altre regioni dell’Ucraina, in Bielorussia, ed in Russia.

Poco dopo l’incidente, l’Unione Sovietica costruì  un primo ‘sarcofago’, oggi prossimo al crollo. Per questo motivo si è dato corso alla costruzione di una nuova struttura, il New Safe Confinement. Una cupola di acciaio alta 110, profonda 165 e larga 260, per contenere l’immensa quantità di materiale radioattivo ancora contenuto dai resti del reattore per i prossimi 100 anni.

 

Cosa sta succedendo ora?

Nelle masse di uranio sepolte nel reattore numero quattro della centrale  sono riprese reazioni di fissione nucleare. Gli scienziati del governo ucraino stanno cercando di capire se queste reazioni si esauriranno da sole o se sarà necessario un intervento per scongiurare un incidente.

“E’ come se ci fossero tizzoni in un barbecue“, spiega Neil Hyatt, chimico dei materiali nucleari all’Università di Sheffield, in una intervista alla rivista Science.

I sensori hanno registrato un numero crescente di neutroni, il segnale di una reazione di fissione nucleare, in arrivo da una delle stanze inaccessibili del reattore, ha spiegato Anatolii Doroshenko, dell’Istituto per i problemi di sicurezza degli impianti nucleari di Kiev.

“Ci sono molte incertezze, ma non possiamo escludere la possibilità di un incidente”, ha aggiunto il suo collega in Istituto, Maxim Saveliev, precisando che “il conteggio dei neutroni aumenta lentamente”.

Quando si è sciolto il nucleo del reattore, le barre di uranio usate come combustibile, il loro rivestimento di zirconio, le barre di grafite, e sabbia si sono riversate, come lava. Sono precipitate nella cantina dell’ingresso del reattore dove si sono pietrificate in quello che viene definito Fcm (Fuel containing material) in cui si trovano 170 tonnellate di uranio irradiato.

By Giada Carta

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