Tramite una lunga lettera affidata al giornalista Gianluca Di Marzio, l’ex capitano del Cagliari annuncia il suo ritiro dal calcio giocato: in essa i momenti salienti della carriera, le emozioni vissute e qualche incertezza sul futuro
CAGLIARI – Una storia con i rossoblù durata nove anni, cominciata nell’estate 2017 e culminata con il golden gol siglato allo spareggio promozione contro il Bari nel 2023, che si appresta a giungere al capolinea. Leonardo Pavoletti, a un mese dal suo trentanovesimo compleanno, dice basta al calcio. Lo annuncia in una lunga lettera pubblicata sul sito di Gianluca Di Marzio, nella quale ripercorre la carriera e i momenti che ricorda con più affetto. “Ho deciso di dire addio al calcio. Anche se una piccola porta la lascio ancora aperta – dichiara – Chissà, non si sa mai. Ma al momento, sto bene così. È iniziata una nuova pagina della mia vita“.
Identikit
LEONARDO PAVOLETTI
Nato a Livorno il 26 novembre 1988
Ruolo: attaccante (centravanti)
Altezza: 1,88 m
Carriera
Il primo passo importante della carriera arriva con il Sassuolo, che nell’agosto 2013 gli concede l’esordio in Serie A contro il Torino, entrando dalla panchina e giocando una manciata di minuti. Prima di affermarsi nella massima serie, l’attaccante si fa conoscere in Serie C1 con la maglia del Varese, nella stagione 2013-14, dove segna 10 gol in 14 partite: un ritmo che attira subito l’attenzione del calcio italiano. Passa quindi per Spezia e per il Napoli, con cui colleziona però solo 6 presenze in campionato, un’esperienza che non lo consacra come punto fermo. La svolta arriva a Genova, sponda rossoblù, dove Pavoletti trova finalmente continuità e un ruolo da protagonista in attacco. Nella stagione 2015-16 segna 14 gol in campionato, un dato che lo rende uno dei riferimenti offensivi della squadra. Dopo il Genoa arriva un passaggio al Cagliari in prestito nell’estate 2017, seguito dal trasferimento definitivo nel luglio 2018, che apre il capitolo più lungo della sua carriera. Con i sardi vive nove stagioni, durante le quali raggiunge il massimo in Serie A con 16 gol in 32 presenze nel 2018-19. Il momento più importante resta il gol segnato nei minuti di recupero di Bari–Cagliari, nella finale playoff del 2023, che riporta la squadra in Serie A.
Esperienza a Cagliari
“Cagliari è casa. È la sensazione di aver trovato il proprio posto nel mondo e di non avere bisogno di cercare altro. Cagliari è l’unione tutta sua del popolo sardo“. Il legame con i rossoblù, come detto, è durato ben nove stagioni e ne ha attraversato tutta la sua maturità calcistica. Il momento più importante resta il gol segnato nei minuti di recupero di Bari–Cagliari, gara valida per la finale di ritorno dei playoff di Serie B 2022-2023, che porta i sardi in Serie A. “Non aspettavo altro, ma Ranieri mi tiene in panchina. Quella maledetta panchina, come quando ero ragazzo. Il tempo scorre, 0-0. Entro solo all’89’. Ma la vita me lo ha insegnato, ogni minuto può essere importante. Mi sono allenato per questo. Cross dalla destra, ci arrivo prima di tutti. 0-1, siamo in Serie A. Tutto riassunto in 5 minuti. Mi è capitato di ripensarci“.
Social zone
Passato e futuro
Prima di approdare il Sardegna, tuttavia, Pavoloso ha militato anche in Genoa e Napoli: dell’esperienza col Grifone racconta di aver vissuto alcune delle emozioni più intense della sua vita. “Vincevamo. Segnavo. Eccome se segnavo. E tutto Marassi urlava il mio nome. Tra i momenti più belli della mia vita. Un bambino che viveva un sogno. Il nome scritto sulla maglia. Uno stadio che canta per te. Ero diventato Pavoloso“. C’è poi spazio per uno sguardo al futuro da una nuova prospettiva: è iscritto al corso federale per direttori sportivi, che parte lunedì a Coverciano. Il suo percorso resta aperto, e la scelta di lasciare il campo gli permette di dedicarsi a un ruolo diverso, da costruire con la stessa pazienza che lo ha accompagnato fino a qui: “Ogni tanto sono impaziente, vorrei già sapere come andrà, leggere il finale di quella pagina. Ma la vita mi ha insegnato ad avere pazienza“.
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