Alexander si sfibra in un estenuante lavoro offensivo sotto i tabelloni, affiancato dalla regolarità del solito Logan e da un bravo Kadji, che fa il suo contro una squadra forte, trascinata dagli ottimi Ragland e Nunnally.
Le note dolenti sono invece tre: un Varnado ancora una volta estraneo al lavoro di un centro competitivo, mentre il dirimpettaio irpino Cervi imperversa; un irritante Mitchell, che non considera il basket un gioco di squadra, e perde molti banali palloni alternati ad improbabili soluzioni da tre, che rendono precarie le sue percentuali finali; ed un pessimo uso del roster da parte del coach Calvani, sempre pronto ad indicare i colpevoli ma scarsamente disposto all’outing per la cattiva lettura delle rotazioni e delle scelte tattiche. L’addio di Meo sacchetti è stato un disastro, e non nascondiamoci dietro un dito.
E’ vero che la dea bendata non è accanto alla Dinamo, in questa travagliata regular season di una difficile stagione post-scudetto. Ma è innegabile che tante buone individualità – compreso l’indisciplinato Mitchell di grande potenziale – abbiano poco cuore e nessun amalgama. Ora arriva Bologna ed i play-off sono in serio pericolo. Sarebbe una grande umiliazione per i Campioni d’Italia, sottrarsi anticipatamente alla difesa del tricolore. Aspettiamo un sussulto di orgoglio e qualche novità tattica, in questo interminabile black-out tecnico, che compromette in poche scelte il lavoro di un intero incontro.
Dinamo Banco di Sardegna 94 – Scandone Avellino 95
Parziali: 28-34; 22-19; 30-24; 14-18.
Progressivi: 28-34; 50-53; 80-77;94-95.
Dinamo Sassari – Mitchell 5, Logan 18, Formenti, Devecchi , Alexander 13, D’Ercole , Marconato, Sacchetti , Akognon 23, Stipcevic 10, Varnado 2, Kadji 23. All. Marco Calvani
Scandone Avellino – Norcino, Ragland 18, Green, Veikalas 5, Acker 19, Leunen 6, Cervi 18, Severini, Nunnally 16, Pini 2, Buva 11, Parlato. All. Stefano Sacripanti.
Arbitri: i signori Saverio Lanzarini, Mark Bartoli e Denis Quarta.