La palestra di via Stazione a Villacidro domenica sera si è trasformata nel cuore pulsante della cultura sarda per ospitare la cerimonia finale della 40ª edizione del Premio letterario Giuseppe Dessì, uno degli appuntamenti più longevi e prestigiosi dell’isola
A conquistare il Premio per la Narrativa è stato Angelo Carotenuto con Viva il lupo (Sellerio), un romanzo che – come ha sottolineato la giuria – “ci ricorda che di fronte a un lupo in pericolo, a volte sono proprio quelli che tentano di salvarlo a rappresentare il rischio più grande”. Con lui nella terna finalista figuravano Laura Imai Messina, autrice di Tutti gli indirizzi perduti (Einaudi), e Luigi Manconi, con La scomparsa dei colori (Garzanti).
Per la Poesia, il riconoscimento è andato a Marco Corsi con la raccolta Nel dopo (Guanda), un’opera che – si legge nella motivazione – “si interroga sul destino del mondo, in cui individuo e universo si confrontano sul senso della vita personale e collettiva”.
In finale con lui Alessandro Canzian (In absentia, Interlinea) e Alessandra Corbetta (L’età verde, Samuele Editore). I due vincitori hanno ottenuto un premio di 5.000 euro: la cerimonia, presentata da una vivace e spigliata Chiara Buratti, è stata introdotta dall’intervento della presidente della Fondazione Dessì, Debora Aru, la quale ha ricordato come ogni edizione del Premio sia anche un momento di bilancio, sottolineando come l’attività della Fondazione costituisca un percorso laboratoriale permanente costituito da oltre 40 incontri proposti durante l’intero corso dell’anno.
Ad arricchire la serata, gli intermezzi musicali del GnuQuartet, che ha presentato in anteprima Dessì, un brano inedito dedicato all’autore di Paese d’ombre, composto appositamente per l’occasione.
Sono stati assegnati anche i due Premi speciali: quello della Giuria, destinato a personalità di spicco del panorama culturale, è andato a Lella Costa, tra le voci più importanti del teatro e della televisione italiana; mentre il Premio della Fondazione di Sardegna è stato conferito a Marco Paolini, attore, regista e autore teatrale di lunga esperienza.
La selezione dei finalisti e la scelta dei vincitori sono frutto del lavoro di una giuria di alto profilo, presieduta da Anna Dolfi, massima esperta dell’opera di Dessì, e composta da Duilio Caocci, Gino Ruozzi, Nicola Turi, Giuseppe Langella, Luigi Mascheroni, Francesca Serafini e Fabio Stassi.
Alla cerimonia hanno preso parte numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui l’assessora regionale alla Cultura Ilaria Portas e i consiglieri regionali Emanuele Matta e Gigi Piano.
Il sindaco di Villacidro, Federico Sollai, ha invece voluto offrire una riflessione più ampia, esprimendo vicinanza al popolo palestinese e ricordando che «la cultura e i libri hanno oggi più che mai un ruolo fondamentale: ci aiutano a crescere come comunità, ad abbattere i muri dell’odio e a costruire un futuro più giusto e più empatico».
Le opere vincitrici
In Viva il lupo, Carotenuto racconta la crisi esistenziale di Gabriele Purotti, leader di una band rock e giudice di un talent show, che perde la voce dopo la tragica morte di Tete, una giovane concorrente da lui bocciata. Tra rimorso e desiderio di redenzione, il protagonista intraprende un percorso di indagine e scoperta, specchio di una società lacerata tra competizione e solitudine.
Marco Corsi, invece, ha intrecciato, nella sua Nel dopo, passato e futuro in un dialogo poetico sospeso, dove il tempo si dilata e lo spazio si fa instabile. Con un linguaggio autonomo e visionario, il poeta riflette sul destino del mondo e sulla fragilità dell’esistenza, costruendo una narrazione che unisce memoria e presagio.