Fino a dove può arrivare la passione per la musica? Il suono che guida questo documentario è della fisarmonica di Emma Pucci, donna forte e volitiva, che è andata oltre gli stereotipi del tempo, oltre le violenze del padre e del marito, oltre tutto e tutti. Tanghi argentini e la Musette, dita che si muovono da sole lungo i tasti e lungo una vita di novant’anni. Da autodidatta e sempre a testa alta. Senza padroni.
In occasione della Festa della Donna, sabato 8 marzo alle ore 18 Il Cinema Casablanca di Ossi ospiterà la serata conclusiva del ciclo di proiezioni “Femminas” finanziato dalla Regione Autonoma della Sardegna e organizzato dall’Associazione Trullalera coadiuvata dal Sistema interbibliotecario Coros Figulinas e dal Comune di Ossi.
Nell’occasione verrà proiettato il documentario “Emma”, ispirato alla storia della musicista sarda Emma Pucci, alla presenza della protagonista per festeggiare i suoi 91 anni e riflettere sui tanti temi proposti dalla giornata dedicata a tutte le donne.
Ad aprire la serata sarà la proiezione di uno spot degli studenti del Liceo Azuni di Sassari a favore del numero nazionale antiviolenza e stalking 1522, realizzato all’interno di un laboratorio curato della regista Viola Ledda con la supervisione del professor Fabio Di Pietro, docente dello storico istituto.
Entrambi i lavori sono stati proiettati in anteprima il 21 novembre 2024 a Roma, presso il Senato della Repubblica, nel quadro degli appuntamenti promossi per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla lotta alla violenza contro la donna.
Il progetto del documentario “Emma”
Si tratta di un prodotto audiovisivo nato da un’idea di Benito Urgu, che ha fortemente voluto documentare la vita di Emma per dare prova del fatto che le donne sono capaci di azioni straordinarie e che la violenza di genere va combattuta ogni giorno. Emma è un esempio di forza e di resilienza e attraverso il suo racconto emozionante ripercorre con Benito tutte le fasi della sua vicenda per dare alle nuove generazioni importanti insegnamenti.
La storia alla quale è ispirato il documentario “Emma”
Emma Pucci, classe 1934, ama definirsi una “signorina di novant’anni” ed effettivamente conserva intatta la sua bellezza e la sua forza nonostante le tante primavere. Ma Emma non è solo questo. È molto di più. La sua è una vita rocambolesca che l’ha portata dal suo paesino, Isili, a essere la maestra della Scuola Civica di Musica di Cagliari da autodidatta di uno strumento notoriamente complesso: la fisarmonica. Nella sua passione per la musica Emma è stata ostacolata dapprima dal padre e poi dal marito, fino a subire delle percosse nel ritenerla troppo libera e bella per permetterle di essere ciò che voleva. In circa un’ora di documentario si rivivono le sue esperienze, in un cammino in cui la fisarmonica è comparsa quasi per caso. Con caparbietà Emma ha cresciuto i suoi tre figli da sola, li ha fatti studiare e laureare conservando sempre intatto il suo desiderio di suonare la fisarmonica. Per i suoi 50 anni i figli le hanno regalato la sua prima fisarmonica e da quel giorno Emma non si è più fermata e ha recuperato il tempo perduto con la sicurezza di chi fa ciò per cui è nato. Le note dei tanghi argentini e della Musette hanno allietato chiunque la ascoltasse, incantato dal movimento sicuro e veloce delle sue dita. Sempre casualmente, posto che il caso esista, è stata notata ed è diventata poi una docente. Si può riscrivere la propria vita dopo anni di violenze? Si, e Emma ne è stata la prova, con coraggio e determinazione, in un’epoca nella quale non esistevano sportelli d’ascolto o numeri antiviolenza. Nell’intervista audiovisiva del documentario Emma non ha mai un momento di sconforto, racconta con lucidità e forza quello che le è successo, ringrazia le suore che l’hanno accolta e ringrazia se stessa, esortando le donne a reagire. Vuole che nessuna di loro si senta mai sola.
Regia: Viola Ledda
Da un’idea di: Benito Urgu
Genere: documentario narrativo
Durata: 40 minuti
Colore e Bianco/Nero
Materiali d’archivio e immagini originali