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Il nuovo credo tattico rinnova le ambizioni del Banco

Dinamo Sassari 96 – Germani Basket 73


Parziali: 21-22; 20-15; 20-21; 25-15.  Progressivi: 21-22; 51-37; 71-58; 96-73.

Dinamo Sassari. Johnson Odom 13, Lacey 11, Devecchi, D’Ercole 2, Sacchetti 7, Lydeka 7, Savanovic 19, Carter 12, Stipcevic 8, Olaseni 13, Ebeling, Monaldi 4. All. Federico Pasquini.

Germani Basket Brescia. Moore 9, Passera 2, Berggren10 , Cittadini 2, Bruttini, Vitali L. 9, Laundry 19, Vitali M. 11, Moss 8, Bushati 3. All. Andrea Diana

Questa volta la vittoria è larga e senza equivoci.

Una Dinamo gagliarda e convincente rulla le speranze della matricola Brescia – elettrizzata dalla recente vittoria nel derby contro la blasonata Cantù – e lascia buonissime sensazioni dall’inizio alla fine del match.

Sembra davvero una squadra, che non è nemmeno lontana parente del team disunito ed irritante della scorsa stagione post-scudetto.

La sbornia è passata, ora il profilo di Stefano Sardara e Federico Pasquini è astutamente basso ed è utile per mantenere equilibrio in uno spogliatoio coeso ed in grado di interpretare con discernimento il nuovo credo tattico del coach.

Meno piroette da fenomeni ed anarchia in campo, poca concessione all’anarchia creativa e molta difesa, nel definitivo addio alla filosofia free di Meo.

A proposito: il figlio Brian rinnova lo smalto del suo buonissimo inizio di stagione, con una partenza bruciante.

La partita contro Brescia di Diana – che ha presentato un deludente Moore, un ottimo Landry ed un accorto Vitali – ha finalmente mostrato il grandissimo potenziale del maturo leader Savanovic ed un ottimo Olaseni, efficace da sotto e forte sui tabelloni dominati da Sacchetti estemporaneo assist-man di giornata.

Il Banco cresce con premesse confortanti: le maglie difensive sono più strette, gli automatismi sono più naturali e la mentalità è decisamente incoraggiante.

Johnson-Odom non era nella migliore ispirazione, ma ha fatto il suo in un Banco eclettico con cinque uomini in doppia cifra nello score finale.

Lacey ha segnato bene da sotto e sembra più sicuro dei suoi grandi mezzi, Carter ha colpito da fuori come è nelle sue abitudini di grand egiocatore, ed anche l’innesto di Monaldi e del redivivo d’Ercole – benino entrambi – accentuano la rotazione del roster di Pasquini.

Una buona giornata, che riporta Sassari tra le tre e quattro outsider segretamente chiamate ad insidiare la superiorità arrogante della grande Milano di Giorgio Armani.

 

ANDREA LOI

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