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SASSARI – Una nota statistica in tema di affari ci dice che l’amore per il proprio “lavoro”, la credenza in quel che si fa e soprattutto l’unione d’intenti di un gruppo ben affiatato costituisce l’80% di successo. Una frase che sintetizza meglio di un qualunque articolo giornalistico il grande lavoro svolto dalla Polisportiva Luna e Sole, squadra di atletica paralimpica della città di Sassari che ha compiuto da poco il suo 12° anno di vita, e che raggiunto questo traguardo conta al giorno d’oggi ben 14 atleti (dai 5 con cui era partita nel lontanissimo 2010). La squadra, diretta da Tiziana Secchi (che ne é anche capo allenatore) e Marco Eugenio Sanna, è diventata ormai una comunità, che con l’atletica leggera cuore di tutto sta coinvolgendo decine di giovani disabili: un obiettivo raggiunto, oltre a quello di cogliere soddisfazioni sportive in campo regionale, nazionale e, perché no, internazionale. Anche quello è stato più che raggiunto, nell’arco di 12 anni, tanto che verrà pienamente ricompensato.
L’identikit

La formazione che vinse sul campo la staffetta 4×400 a Molfetta (arrivata seconda in totale)
La Polisportiva Luna e Sole è nata a Sassari nel 2010, sotto la guida dell’attuale allenatore FISPES e FISDIR (qualificato) Tiziana Secchi. Fin dalla prima stagione vi prende parte la lanciatrice Chiara Masia, destinata a una lunga carriera di successi, mentre dal 2012 si gemella con la società FIDAL Guerrieri del Pavone, di cui ne segue gli atleti con disabilità, cognitive e non solo. Col passare del tempo è cresciuta come numero di atleti: dai 3 che andarono ai campionati nazionali di Roma il 17 e 18 giugno 2017 ai 12 attuali, che negli anni hanno disputato gli indoor di Ancona (5 partecipazioni tra il 2019 e il 2024), i campionati di società a Roma, Gravellona Toce e Brescia e diversi meeting nazionali outdoor. Tra gli atleti di spicco vi sono i pilastri Chiara Masia e Cristian Lella, entrambi in nazionale paralimpica di atletica leggera assieme al pluricampione della velocità Federico Cabizza, oltre agli outsider Daniel Perez, Gianluca Scanu, Alice Peltz e Sara Cocciu
STELLA AL MERITO. Il 2024, nello specifico, è stato un anno sportivo che ha regalato ai sostenitori la piena consapevolezza della forza di questa squadra: da Ancona a Molfetta, passando per Brescia e le gare internazionali in Polonia, a Jesolo e Roma, i biancorossi si sono saputi mettere in evidenza, conquistando soddisfazioni con tutti i suoi atleti. Le soddisfazioni che cita, nella lettera scritta alla Secchi, il presidente del Cip Luca Pancalli: “Caro presidente, con questa onorificenza desidero esprimerti tutta la mia gratitudine per i meriti degli atleti, dei tecnici e dei dirigenti della società da te presieduta. Mi congratulo con voi, augurandomi che nello svolgimento della vostra attività possiate ottenere ulteriori traguardi e soddisfazioni”.
LE SODDISFAZIONI. Merito anche dello storico gemellaggio con i Guerrieri del Pavone, i biancorossi in 12 anni hanno allargato la loro platea e, di conseguenza, anche il loro palmares. Come non citare le innumerevoli soddisfazioni che ci hanno regalato in questi anni gli azzurri Chiara Masia (l’invincibile) e Cristian Lella, ai quali si è aggiunto anche un Federico Cabizza che, in tutte le sue specialità, ha sempre saputo imporsi grazie alla sua tenacia e alla sua velocità, oltre a mostrare stile e professionismo dentro e fuori dal campo. Come non citare gli altri pilastri Alice Peltz, Sara Cocciu e Rivana Tedde, l’ozierese Gianmatteo Punzurudu – voglioso di riscatto dopo la malattia che lo colpì anni fa – gli outsider Daniel Perez (oro e argento alla sua prima gara nazionale a Montebelluna), Gianluca Scanu (15 medaglie in gare nazionali, di cui 5 ori, 6 argenti e 4 bronzi), Giovanni Piliu, Giulia Campagna, Luca Destefanis (ritirato), Davide Fadda, Samuele Madeddu ed Alessandro Ara, fino alle new entry Michele Cheri, Omar Demelas ed Enrico Ragusa. Soddisfazioni di un gruppo unito, affiatato, rivale solo in campo, ma che si supporta l’uno con l’altro, che fuori dal campo scherza, ride, si diverte, si gode ogni esperienza e fa di ciò il suo punto di forza. Una stella, di bronzo, è quindi più che meritata. La consegna a breve in una cerimonia Cip.
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