Nel 1965, poco più che ventiquattrenne, scelse la Sardegna come destinazione di un viaggio dal quale si aspettava qualcosa di inedito, di diverso, di inaspettato
Nel cuore della Sardegna, tra le pietre antiche di Sassari e il fascino senza tempo della Fontana di Rosello, si intreccia la storia di Alois Ottiger, fotografo svizzero e viaggiatore instancabile, che ha scelto di lasciare un segno indelebile nella città che lo ha stregato sessant’anni fa.
Un viaggio che cambia la vita
Era il 1965 quando Alois, allora ventiquattrenne, partì dalla Svizzera a bordo della sua Citroën Due Cavalli, spinto dal desiderio di scoprire un’isola ancora poco battuta dai turisti. La Sardegna lo accolse con i suoi paesaggi selvaggi e autentici, e Sassari lo conquistò con la sua anima antica. Quel viaggio non fu solo un’avventura: fu l’inizio di un amore profondo per la cultura, le tradizioni e la bellezza dell’isola.
Una vita tra scatti e orizzonti
Nato a Ruswil, nel Cantone di Lucerna, nel 1941, Ottiger ha dedicato la sua esistenza a raccontare il mondo attraverso l’obiettivo. Dalla fotografia pubblicitaria all’arte del reportage, ha immortalato volti, architetture e paesaggi con sensibilità e precisione. La sua ultima spedizione, in Namibia, si è conclusa tragicamente il 10 marzo 2025, quando è stato ritrovato senza vita nelle montagne di Sesriem.
Il lascito che parla d’amore
Nel suo testamento, Alois ha voluto includere tra gli eredi il Comune di Sassari, destinando 200mila franchi svizzeri (circa 160mila euro) a iniziative culturali e artistiche. Il vincolo? Che quei fondi siano usati per valorizzare il patrimonio identitario della città e della Sardegna.
Un ponte per la cultura
Grazie al fratello Johann, curatore del lascito, il Comune ha avviato il progetto “Un ponte per la cultura, dialoghi tra tradizione e contemporaneità – L’eredità di Alois Ottiger per Sassari”. Tra gli eventi finanziati:
Ittiri Folk Festa, in omaggio alla passione di Ottiger per le tradizioni popolari
Una tappa del festival Musica sulle Bocche all’Argentiera
Rassegne letterarie e mostre, tra cui quella dedicata a Liliana Cano
Eventi di danza urbana come “Corpi in movimento”
Un ricordo che diventa luogo
Il sindaco Giuseppe Mascia ha proposto di dedicare uno spazio cittadino alla memoria di Ottiger, con una targa o un’intitolazione. Un gesto che celebra non solo la generosità del fotografo, ma anche il legame profondo tra Sassari e chi, come lui, ne ha colto l’anima.
Alois Ottiger non ha solo lasciato un’eredità materiale: ha donato alla città un messaggio di bellezza, gratitudine e amore per la cultura. Un ponte tra passato e futuro, tra la Svizzera e la Sardegna, costruito con la luce di uno scatto e il cuore di un viaggiatore.
In breve
Alois Ottiger, filantropo e fotografo svizzero, nato il 6 settembre del 1941 a Ruswil, nel Cantone di Lucerna, scomparso a 83 anni lo scorso 10 marzo, ha lasciato 200mila franchi svizzeri al Comune di Sassari. Con un solo vincolo: destinare quei soldi all’organizzazione di iniziative finalizzate alla valorizzazione e alla promozione del vasto patrimonio artistico, culturale, museale e identitario della città e della Sardegna. A comunicarlo agli uffici del settore Cultura e del settore Finanze è stato Johann Ottiger, fratello dell’artista e curatore del suo lascito testamentario.
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