Un’ondata di emozioni ha attraversato piazzale Segni, dove migliaia di persone si sono riunite venerdì per il concerto di Fred De Palma. L’evento, promosso dall’Associazione Antonio Cico, è stato molto più di uno spettacolo musicale: è stato un momento intenso di ricordo e omaggio ad Antonio Pinna, conosciuto da tutti come Cico, il carismatico capo candeliere dei Massai, scomparso due anni fa
In una notte intrisa di emozione e memoria, Sassari ha vibrato sotto le luci del concerto di Fred De Palma, trasformando Piazzale Segni in un palcoscenico dedicato a uno dei suoi figli più amati: Cico, il leggendario “re dei Candelieri”. Un tributo musicale che ha unito generazioni e cuori, in ricordo di un uomo che non era solo parte della tradizione sassarese, ma ne era l’anima pulsante.
Fred e l’omaggio a Cico
Il rapper torinese, visibilmente toccato, ha dedicato una serata di musica potente e parole sincere. “Questa città ha un cuore grande, e quel cuore aveva il nome di Cico,” ha detto Fred, prima di cantare un inedito scritto proprio per lui, tra strofe che parlavano di amicizia, radici e rispetto.
Cico: L’anima della Faradda e il cuore dei Candelieri
Antonio Cico, per tutti semplicemente “Cico”, non era solo un portatore: era un simbolo vivente della Faradda dei Candelieri, la festa più identitaria di Sassari. La sua figura ha incarnato per anni la forza, la passione e la dedizione che animano questa tradizione secolare.
Capocandeliere dei Massai
Cico ha guidato il Candeliere dei Massai con una presenza carismatica e una forza che sembrava trascendere il peso del cero. Non era solo un ruolo: era una missione. Ogni passo, ogni piegamento del candeliere, ogni nota di tamburo sembrava risuonare con la sua energia. Era lui a dare il ritmo, a trasmettere il senso profondo del rito ai più giovani, a far “ballare” il cero come se fosse vivo.
Un’eredità che non si spegne
La sua scomparsa, avvenuta a 51 anni proprio nei giorni che precedono la Faradda, ha lasciato un vuoto enorme nella comunità gremiale. Ma il suo spirito continua a vivere: nei racconti dei compagni, nei cori della folla, nei nastri colorati che sventolano durante la discesa. “Ora fai ballare i candelieri anche lassù,” ha scritto un amico, sintetizzando il sentimento collettivo.
Il significato profondo
Essere un candeliere non è solo portare un cero di 400 kg: è portare la storia, la fede, la memoria di un popolo. E Cico lo faceva con orgoglio, con rispetto, con amore. Era il ponte tra passato e presente, tra tradizione e futuro. La sua figura ha reso la Faradda non solo una festa, ma un atto d’amore verso Sassari. Il concerto non è stato solo un evento musicale, ma un rito collettivo. La sua immagine campeggiava sullo schermo e le note di Fred De Palma hanno ridato vita alle emozioni, ai ricordi, alle estati condivise nel sudore e nella fatica che contraddistingue la Faradda. E quando l’ultimo brano è finito, il silenzio ha parlato più forte di ogni parola: Cico è ancora lì, tra le spalle di chi porta, negli occhi di chi crede, nel cuore di Sassari.