sabato 18 Aprile 2026
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Un addio senza fine: Paolo Fresu rende omaggio a Ornella Vanoni

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Paolo Fresu ha reso omaggio a Ornella Vanoni con la sua tromba, ricordando l’amore della cantante per la Sardegna e i sardi

L’ultimo saluto nella chiesa di San Marco

Il 24 novembre 2025, Milano ha salutato Ornella Vanoni, scomparsa a 91 anni, con una cerimonia intensa e carica di emozione. Nella chiesa di San Marco, nel cuore di Brera, il feretro è stato accolto da un lungo applauso. A rendere ancora più toccante l’atmosfera è stato Paolo Fresu, il trombettista jazz originario di Berchidda, che ha suonato due brani simbolo della carriera di Vanoni: “L’appuntamento” e “Senza fine”.


Vanoni stessa aveva espresso il desiderio che fosse Fresu a suonare al suo funerale, un gesto che testimonia il legame profondo tra i due artisti.

Le parole di Fresu: “Ornella amava la Sardegna e i sardi”

Dopo la cerimonia, Fresu ha condiviso un messaggio commosso sui social:

“Non so perché mi abbia chiesto di suonare L’appuntamento né, a mia volta, glielo ho voluto chiedere. Ornella amava la Sardegna e i sardi. Li amava perché questi danno parole che mantengono e che pesano. Le nostre sono state intime e private e pertanto in quel luogo comune andavano preservate. Grazie Ornella, per avere illuminato una fetta di mondo”.

Queste parole hanno sottolineato non solo la stima reciproca, ma anche il legame speciale che Vanoni aveva con l’isola e con la sua gente.

Un addio tra musica e memoria

Durante l’omelia, padre Luigi Garbini ha ricordato come la musica fosse la vera essenza della vita di Vanoni: “Le canzoni sono la fiammella che ci illumina anche nei momenti bui. Ornella è stata posseduta dalla musica dall’inizio alla fine della sua vita”.

Il gesto finale di Fresu, che ha sfiorato con la mano la bara della cantante dopo la sua esibizione, ha suggellato un addio intimo e poetico.

Ornella Vanoni, un’eredità senza fine

Ornella Vanoni lascia un patrimonio artistico immenso: una voce inconfondibile, canzoni che hanno segnato generazioni e una capacità rara di raccontare la fragilità e la sincerità dell’animo umano. La sua vicinanza alla Sardegna, ribadita da Fresu, è un tassello significativo della sua storia personale e artistica.

Il funerale non è stato solo un momento di dolore, ma anche di celebrazione: un tributo alla “signora della musica italiana” che ha saputo trasformare la malinconia in bellezza e la sincerità in arte.

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