SprigioniAmo gli affetti: l’amore oltre le sbarre (2)

SprigioniAmo gli affetti: l’amore oltre le sbarre (2)

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Si dice che l’amore non conosca confini, ed è proprio così. Corre, scavalca muri e non si ferma neanche davanti alle sbarre. All’interno delle strutture carcerarie ci si sposa

diAntonello Unida

Antonello Unida Jodo

 

Cari lettori di City&City Magazine, mi trovo davanti ad una bella storia, che desidero condividere con tutti Voi. Oggi sprigioniAMO gli affetti!
Già, nella Struttura Penitenziaria di Bancali, succede anche di convolare a nozze.
Era una mattina di metà gennaio con un pallido tiepido sole ad addolcire la giornata, mi trovo presso la sezione femminile. Tutta un’altra cosa, rispetto alle sezioni maschili, un turbinio di voci, un rumore di chiavi più consistente…qui, (nel femminile) “sembra” quasi un’oasi: tutto è più calmo e più ordinato.
Da poco più di due mesi sono stato nominato come Garante Territoriale dei Diritti delle Persone private della Libertà, e quella mattina avevo in programma diversi incontri, tra questi, quello con Maria, nome di fantasia, che ha urgente bisogno di conferire con me:
«Dottò, mi voglio sposare, si, mi voglio sposare qui in carcere, e mi farebbe piacere se lei lo celebrasse, anche il mio compagno è stato detenuto, (nome di fantasia Mario) ora è fuori, io devo starci ancora un pò, ma non voglio aspettare oltre, ci vogliamo sposare a marzo, cosa ne pensa?».
Beh Maria, che dirti, se lo desiderate, io ci sono.
Incredibile, un matrimonio dentro il carcere, dietro le sbarre, Amore e profondità, dove meno te lo aspetti, e invece…anche qui a Bancali, può succedere.
Io mi attivo da subito per i documenti, faccio partire l’iter burocratico, alcune amiche detenute, della futura sposa, la aiutano per poter organizzare al meglio il Rito. Anche l’acquisto delle fedi nuziali, viene portato a termine, tutto procede per il verso giusto, si è decisa anche la data. La giornata speciale è stata fissata per il 16 marzo.
Un giorno, parlando della sua relazione, Maria mi disse: «Il nostro Amore è più forte di queste sbarre, niente ci potrà fermare nel portare avanti il nostro progetto, sì, abbiamo sbagliato…ma da qui desideriamo ripartire».

Officiare un matrimonio dentro una Struttura Penitenziaria non è da tutti i giorni, anche per la comunità tutta. È sempre un avvenimento particolare, di gioia, di festa. Segno che una rinascita è possibile.
Io personalmente ho officiato già due matrimoni civili, presso il Palazzo del Comune, ma dentro la Struttura ancora non mi era capitato. Perché come tengo a sottolineare da un pò di tempo a questa parte, un conto è parlare del carcere e dei suoi carcerati, un’altro è invece trovarsi, incontrare un volto di un individuo, vi è una differenza sostanziale.

Poi, improvvisamente il 4 di marzo, compare il virus, tutto si ferma dinanzi al Covid -19.
Tutto si ferma, tutto si blocca, ma Maria e Mario sono profondamente determinati, il tutto è solo rinviato a Giugno. Vi terrò aggiornati.

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