In un caldo pomeriggio di fine giugno, Sassari ha lasciato che l’arcobaleno danzasse tra le sue strade
Il Pride cittadino non è stato solo una marcia, ma un’esplosione di vita, musica, abiti sgargianti e battiti di tamburo che riecheggiavano tra i palazzi storici del centro. Una festa? Certo. Ma anche un atto d’amore, di resistenza, di visibilità.

Un corteo di colori e cuori
Organizzato dal MOS – Movimento Omosessuale Sardo, che quest’anno ha avuto il ruolo di associazione capofila. L’evento si è svolto come manifestazione conclusiva del percorso “Intersezioni Culturali”, un programma ricco di incontri, dibattiti e iniziative che ha coinvolto numerose realtà locali, nazionali e internazionali.
Il motto di quest’anno? “Corpi in rivolta” – un richiamo potente alla visibilità, alla resistenza e alla dignità dei corpi queer e non conformi. Il corteo ha attraversato il centro storico di Sassari, partendo da piazza Università, con una partecipazione trasversale di attivisti, famiglie, associazioni e cittadini e si è snodato da Piazza d’Italia lungo le vie principali, trasformando la città in una tela vivente: drag queen maestose sfilavano accanto a famiglie con bambini, bandiere che. sventolavano da balconi e persino cani festosamente bardati. Non sono mancati gli slogan creativi – tra cui “Ama e lascia amare” e “L’amore non ha genere” – gridati con orgoglio e ironia.
Musica, voci e messaggi
Sul palco finale in piazza Castello, performance musicali e discorsi si sono alternati, con momenti di grande emozione. Giovani attivisti e attiviste hanno raccontato storie personali, tra commozione e sorrisi, ricordando che dietro ogni piuma e glitter ci sono battaglie quotidiane per la dignità, la parità e il rispetto.

Sassari accogliente e consapevole
Tra il pubblico, anche molti curiosi e turisti che si sono lasciati coinvolgere dall’energia contagiosa dell’evento. “È la prima volta che partecipo, e mi sono sentito parte di qualcosa di più grande” ha detto un signore con una rosa arcobaleno appuntata al petto. Presente anche il sindaco Mascia, simbolo di una città che sa aprirsi, cambiare, sostenere.
Oltre la festa
Il Pride a Sassari è stato anche un momento di riflessione: stand informativi, dibattiti e mostre fotografiche nei giorni precedenti hanno raccontato storie, diritti conquistati e ancora da difendere. Perché dietro ogni passo di danza c’è un cammino più lungo, fatto di solidarietà e speranza. In una Sardegna che sa coniugare tradizione e modernità, il Pride di Sassari ha dimostrato che l’orgoglio non è un evento isolato ma un sentimento che cresce, abbraccia e unisce.
