sabato 18 Aprile 2026
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Sassari riscopre il Liberty: l’apertura al pubblico di Villa Pozzo conquista tutti

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Villa Pozzo nel quartiere Cappuccini di Sassari, ha aperto oggi le sue porte al pubblico, trasformando una normale giornata di primavera in un’occasione unica per celebrare il patrimonio storico e culturale della città

Un evento da ricordare ha animato il cuore umbertino di Sassari durante le Giornate FAI di Primavera in programma oggi e domani 23 marzo. Villa Pozzo, storica dimora in stile Liberty, ha accolto centinaia di visitatori curiosi di scoprire i segreti di un edificio che rappresenta un pezzo importante della storia e dell’architettura sarda.


Costruita tra il 1927 e il 1929 su progetto dell’ingegnere Salvatore Sale, la villa fu commissionata dall’imprenditore Francesco Caria, noto per aver esportato il pecorino sardo negli Stati Uniti negli anni ’20. Oggi, la dimora è di proprietà della Regione Sardegna, che ha deciso di aprirla al pubblico in occasione del cinquantesimo anniversario del Fondo Ambiente Italiano (FAI).

Villa Pozzo Sassari Interni
Foto: Delegazione FAI Sassari

L’evento, organizzato dalla Delegazione FAI di Sassari, ha visto la partecipazione del sindaco Giuseppe Mascia e la presidente del FAI Sardegna, Monica Scanu. Gli studenti del Conservatorio di Sassari hanno contribuito a rendere l’atmosfera ancora più magica con esibizioni musicali dal vivo, mentre gli Apprendisti Ciceroni delle scuole locali hanno guidato i visitatori attraverso le stanze della villa, raccontandone la storia e le curiosità.

Villa Pozzo, con i suoi dettagli architettonici raffinati e il suo passato legato all’imprenditoria sarda, è stata al centro di un dibattito sulla valorizzazione del patrimonio culturale recente. L’assessore regionale Francesco Spanedda ha annunciato un piano di restauro per la villa, che prevede uno stanziamento di 9 milioni di euro, sottolineando l’importanza di preservare e promuovere luoghi come questo.

“La Regione mette volentieri a disposizione dei visitatori l’edificio, ad oggi inutilizzato, ricco di storia, esempio di attenta progettazione e di raffinato artigianato”, dichiara l’assessore degli Enti locali e Urbanistica, Francesco Spanedda. “In futuro – prosegue – contiamo di restaurarla, anche grazie a uno stanziamento dedicato agli edifici di rappresentanza della Regione Sardegna di circa 9 milioni di euro, che comprende sia Villa Pozzo che Villa Devoto, a Cagliari”.

Prima di diventare patrimonio regionale dopo varie vicissitudini è stata completamente abbandonata dal 2006 –  finita nelle maglie della burocrazia e delle solite ‘competenze tra enti’ – era stata comprata dalla Regione nel 2001 per un milione e mezzo di Euro. Successivamente fu ceduta in comodato d’uso alla Provincia ma dopo  un breve utilizzo come sede dell’Ente provinciale per il Turismo è stata totalmente abbandonata nel 2006. Anni di degrado e rimpalli di responsabilità, umidità che corrodeva gli affreschi e pezzi di facciata che crollavano sembrano un lontano ricordo. L’apertura di Villa Pozzo non è stata solo un’occasione per ammirare un capolavoro architettonico, ma anche un momento di riflessione sul valore della memoria storica e sull’importanza di tramandarla alle future generazioni. Un successo che dimostra come la cultura possa essere un ponte tra passato e futuro, capace di unire comunità e territori.

 

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