sabato 18 Aprile 2026
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Sardegna – Emergenza caldo, la Regione impone lo stop al lavoro all’aperto nelle ore più calde

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Con l’arrivo dell’estate e l’intensificarsi delle ondate di calore, la Regione Sardegna ha adottato una misura straordinaria per tutelare la salute dei lavoratori esposti al sole

La presidente Alessandra Todde ha firmato un’ordinanza che vieta lo svolgimento di attività lavorative all’esterno, in particolare nei settori agricolo ed edile, nella fascia oraria compresa tra le 12:30 e le 16:00, nei giorni in cui i bollettini meteo segnalano un rischio elevato per le alte temperature.


Il provvedimento sarà in vigore fino al 31 agosto 2025 e si applicherà esclusivamente nei giorni indicati dai bollettini di rischio, pubblicati dal sistema Worklimate, che monitora le condizioni climatiche e il potenziale impatto sulla salute dei lavoratori.

Temperature troppo alte, misure per ridurre lo stress termico

Secondo quanto dichiarato dal presidente del Centro Studi Agricoli, Tore Piana, la misura è comprensibile e necessaria, ma rappresenta anche un ulteriore ostacolo per il comparto agricolo, già messo a dura prova da incendi, ritardi nei pagamenti dei fondi europei e difficoltà strutturali. Piana ha sottolineato la necessità di una strategia strutturale e non solo emergenziale per sostenere l’agricoltura sarda.

L’ordinanza si inserisce in un contesto nazionale più ampio: anche altre regioni italiane, come Lazio, Calabria, Toscana ed Emilia-Romagna, hanno adottato provvedimenti simili per fronteggiare l’emergenza caldo e prevenire i colpi di calore tra i lavoratori esposti.

In un’Italia sempre più segnata dagli effetti del cambiamento climatico, questa ordinanza rappresenta un passo importante verso una maggiore consapevolezza e tutela della salute nei luoghi di lavoro. Ma solleva anche interrogativi su come conciliare sicurezza, produttività e sostenibilità in un futuro sempre più caldo.

 

L’ordinanza ha implicazioni significative sia sul piano della sicurezza che su quello organizzativo per i lavoratori, in particolare quelli impiegati nei settori agricolo, edile e in tutti i lavori esposti al sole.

Ecco i principali effetti:

  • Tutela della salute: È l’obiettivo primario. Lavorare durante le ore più calde espone al rischio di colpi di calore, disidratazione e stress termico. Lo stop obbligatorio serve a prevenire incidenti e patologie legate alle alte temperature.
  • Riorganizzazione dell’orario di lavoro: Le imprese dovranno rimodulare turni e attività, concentrando il lavoro nelle ore più fresche (mattina presto o tardo pomeriggio). Questo potrebbe comportare cambiamenti nelle abitudini dei lavoratori e nuove dinamiche produttive.
  • Impatto sulla produttività: Nei giorni interessati, la riduzione delle ore lavorabili può rallentare cantieri e raccolti. Tuttavia, è un compromesso necessario per evitare conseguenze più gravi.
  • Sicurezza contrattuale: Sarà fondamentale garantire che le ore non lavorate a causa dell’ordinanza non penalizzino i lavoratori dal punto di vista retributivo. Saranno le aziende e i sindacati a dover trovare soluzioni condivise.
  • Precedente per il futuro: Questa ordinanza potrebbe segnare un cambio culturale, riconoscendo formalmente il pericolo del caldo estremo sul lavoro, e aprire la strada a regolamenti permanenti in caso di temperature elevate.
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