sabato 18 Aprile 2026
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Santu Lussurgiu – I preparativi per un weekend di canti e tradizione

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Domani “Populos et Cuncordos”, l’evento che anticipa Cantigos in Carrela, con la presentazione del coro ospite dall’estero

Torna a Santu Lussurgiu l’evento “Populos et Cuncordos”, giunto all’undicesima edizione, con il quale si presenta alla comunità il coro ospite proveniente dalla Penisola o dall’estero, che sabato si esibirà insieme a diversi cori sardi per le vie del borgo durante la manifestazione “Cantigos in carrela”. L’incontro si terrà domani nella chiesa di Santa Maria degli Angeli alle 18.30, con il Cuncordu Lussurzesu di Santu Lussurgiu a fare gli onori di casa e ad accompagnare il coro giunto dalla Francia.


Locandina Populos et Cuncordos - Santu Lussurgiu
Locandina Populos et Cuncordos – Santu Lussurgiu

“Populos et Cuncordos” è un momento di condivisione che l’associazione culturale Aidos, organizzatrice dell’evento di domani e di “Cantigos in carrela”, dedica alla comunità. Protagonista della serata sarà quest’anno il coro Canta se gausas! proveniente da Bigorre, nei Pirenei. Custode delle polifonie ancestrali di tradizione orale delle montagne di Bigorre e Béarn, il coro Canta se gausas! vanta uno dei repertori di canti sacri e profani più ricchi di Francia. I brani sono eseguiti in guascone, francese e latino.

Coro Canta se Gausas!
Coro Canta se Gausas!

«Siamo partiti con “Cantigos in carrela” nel 1998 – racconta Giovanni Mura, presidente dell’associazione Aidos –, che è da sempre una manifestazione all’insegna dell’allegria, della condivisione, della socializzazione e interazione tra coristi e pubblico; avevamo però la necessità di soddisfare il pubblico più esigente e attento alle armonie polivocali. In quest’ottica abbiamo aggiunto anche l’evento “Populos et Cuncordos” per permettere ai lussurgesi di conoscere meglio il coro che, di volta in volta, arriva da fuori. È un momento intimo a cui la comunità partecipa con piacere».

La lunga tradizione canora di Santu Lussurgiu ha favorito il successo della manifestazione, che testimonia la ricerca da sempre rivolta verso i cori polivocali tradizionali, con un’attenzione particolare per quelli che tramandano canti in lingue diverse da quelle nazionali, così come accade in Sardegna. «È una ricerca impegnativa perché non ci sono molti cori con queste caratteristiche, e in venticinque anni possiamo dire di averne ospitato una buona parte provenienti da varie regioni italiane, dall’Europa e anche dagli Stati Uniti», conclude Mura.

L’evento è organizzato dall’associazione culturale Aidos con il patrocinio della Regione Autonoma della Sardegna, del Comune di Santu Lussurgiu e della Fondazione di Sardegna.

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