Tempi di ripresa: un miraggio?
Secondo l’ex consigliere regionale Tore Piana, senza quegli impianti la ripresa è praticamente impossibile. Lo stabilimento rimane con immobili vecchi, in parte danneggiati e contenenti eternit, mentre i lavoratori sono appesi a un progetto-ponte di soli otto mesi, senza garanzie per il futuro.
“Non meno di tre o quattro anni, se tutto andrà bene”, è la stima per rivedere l’Acqua San Martino imbottigliata e distribuita.
Cosa resta e cosa manca
- Concessione idrica: ancora attiva, ma priva di impianti funzionanti.
- Autorizzazioni sanitarie: da riottenere completamente.
- Piano industriale: assente, e senza investitori credibili all’orizzonte.
- Occupazione: a rischio per decine di famiglie.
Ennesimo appello alle istituzioni
Piana ha lanciato un appello urgente alla Regione Sardegna, ai consiglieri regionali e agli assessori locali affinché visitino lo stabilimento e prendano coscienza della gravità della situazione. Senza un intervento immediato, il rischio è la scomparsa di un pezzo di storia e identità del territorio sassarese.
E mentre parte un progetto sperimentale per tutelare i 17 lavoratori, resta aperta la domanda che tutti si pongono: quando tornerà negli scaffali una delle acque minerali più apprezzate del territorio?