L’impresa, l’orgoglio, la speranza ancora viva di poter toccare quel cielo chiamato “cadetteria”: un’eredità di un gruppo che nel bene e nel male non si è mai arreso in questo 2024
Parafrasando un famoso aforisma di Mignon McLaughlin: il passato è attaccato alle nostre spalle: non possiamo vederlo, ma possiamo sempre sentirlo. Il passato recente, consistente nell’anno appena trascorso dalla Torres, per chi è legato a questa squadra è difficile non sentirlo, ancora di più dimenticarlo. Del resto ragione non ce ne sarebbe: 12 mesi in cui i rossoblù hanno riportato in alto i colori di una squadra blasonata, del nome storico dello sport della città di Sassari, andando vicino (quasi sforando, ndr) per davvero quel sogno chiamato Serie B. Di questo 2024 alla Torres, ma anche ad un’intera città, quel che rimane in eredità sicuramente è tutto il percorso dei rossoblù, sfumato solo ai quegli amari playoff contro un Benevento superiore, ed al ritorno tenuto in piedi da un Paleari superlativo. Di quelle serate di maggio resteranno le lacrime, la rabbia, l’amarezza, la delusione per l’esito amaro, ma anche l’onore e l’orgoglio, che hanno comunque un significato glorioso quanto quello che avrebbe avuto la sognata promozione.
Un gruppo unito
Premesso che, sul finire dell’anno, qualcosa tra gli ultras e quei 22 giocatori divenuti in un anno supereroi di tutti i tifosi, sia bambini che adulti, sembrava essersi rotto, l’ingrediente segreto dell’anno felice appena vissuto è il gruppo unito, compatto, disposto a qualunque cosa pur di far emozionare ed esultare i propri sostenitori. Quel gruppo che non si è arreso a qualche rovinosa caduta nel mese di gennaio, peraltro inattesa, come quelle di Rimini e Carrara (quest’ultima segnalatasi peraltro per la polemica circa il comportamento dei tifosi al ricordo del deceduto Gigi Riva). Quel gruppo che, a dispetto dei pronostici, ebbe la meglio sulle più quotate di quel campionato, Perugia e Pescara, ma soprattutto quel gruppo che fu uno dei pochi ostacoli dell’inarrestabile Cesena, oltre che capace di non cadere in entrambe le sfide. Merito di chi? Un merito collettivo. Partendo dai senatori, da punti di riferimento presenti anche in Serie D, quali capitan Scotto, ma anche Dametto, Diakite, Antonelli, Masala e Ruocco; con loro gli allora neoacquisti hanno tutti trovato il trait d’union, dai “padroni di casa” Idda, Mastinu e Giorico, a Fischnaller, Zecca e Zaccagno, entrati nel cuore dei tifosi in poco tempo. Sia per le loro prodezze, che siano 15 gol in campionato o 5 clean sheet, sia per il loro amore per la maglia rossoblù, dimostrato anche con l’affetto mostrato ai tifosi dentro e fuori dal campo. Un gruppo unito da un Alfonso Greco che si era preso una rivincita dopo un’annata infernale e che resta nel cuore dei propri sostenitori.
Contro le emozioni
Se poi è vero che la vita è fatta di alti e bassi, la formazione rossoblù nel 2024 ha attraversato pienamente quest’altalena. Ed ai bassi la formazione rossoblù ha saputo quasi sempre reagire, a differenza del passato: come dopo i tonfi succitati dell’inizio dell’anno solare, come dopo il periodo negativo nel mese di novembre, in cui peraltro si sono aggiunte vicende extracampo (come il caso Antonelli) che hanno suscitato rabbia soprattutto tra gli ultras. Greco, ma anche i giocatori ed i dirigenti hanno sempre messo la faccia ed hanno sempre promesso una reazione. Tornando per esempio al periodo negativo di novembre, per certi versi clamoroso se consideriamo le avversarie che hanno sconfitto o fermato i rossoblù quali le “abbordabili” Spal, Milan Futuro (in coppa) ed Ascoli, essi sono stati capaci di mantenere i propositi espressi al termine del match contro i bianconeri, dando fiducia ad un mister che non ha mai abbandonato la squadra, neanche la scorsa primavera – come avrebbe invece voluto inizialmente – (aspetto più importante) e rispondendo con due sonore vittorie in trasferta. Ma anche ad ottobre, dopo i due gol incassati in casa contro l’Arezzo, i ragazzi di Greco hanno messo a segno 4 vittorie e 2 pareggi in 6 partite (ben 14 punti). E, tornando alla stagione passata, il secondo posto è stato merito tra gli altri aspetti della reazione sfoderata tra febbraio e marzo, una reazione d’orgoglio, di cuore, di attaccamento alla maglia e di lotta per un sogno, come detto, sfumato solo alla lotteria dei playoff. Culmine di un 2024 straordinario, che niente e nessuno potrà mai cancellare.
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