sabato 12 Settembre 2026
sabato 12 Settembre 2026

Porto Cervo, il conto da 532 euro che riaccende il dibattito estivo sui prezzi

Porto Cervo, il conto da 532 euro che riaccende il dibattito estivo sui prezzi

Per un'informazione indipendente

ogni contributo è prezioso

Porto Cervo, il conto da 532 euro

Condividi su:

C’è un momento dell’estate che arriva puntuale come le prime foto al mare: la pubblicazione dello scontrino della Costa Smeralda. Non importa l’anno, non importa il locale: a un certo punto spunta un conto da collezione, e il dibattito sui socal si accende come se stessimo discutendo della legge di bilancio.


Questa volta il protagonista è un ristorante di Porto Cervo, che ha consegnato ai suoi clienti un totale di 532 euro. E sì, il famoso caffè da 10 euro è lì, in fondo alla lista, come un cameo che non può mancare. Ma il bello è che, guardando lo scontrino, il caffè non è nemmeno la voce più sorprendente: è solo quella che fa più rumore.

Perché il resto è un piccolo romanzo gastronomico: – Oshibori: 30 euro (otto salviette calde, praticamente un’esperienza sensoriale), – Coperto: 30 euro per due persone, – Acqua: 48 euro tra naturale e frizzante, – Roasted lobster: 125 euro, – Maki assortiti tra i 35 e i 62 euro, – Edamame in versione normale e “spicy”, – Dessert al cioccolato: 46 euro, – Pecan pie: 22 euro, – Sorbetto: 6 euro, – E, naturalmente, l’espresso da 10 euro.

Insomma, un conto che sembra più un catalogo di lusso che una cena. E infatti, appena la foto è finita online, i commenti sono esplosi. Con una precisione quasi matematica, si sono divisi in tre categorie:

– I fatalisti del lusso, quelli che ripetono il mantra estivo: “Se non puoi permetterti Porto Cervo, non ci andare”. – I contabili indignati, che si concentrano su acqua e coperto come se fossero un caso di studio dell’ISTAT. – I geografi identitari, che ogni anno ricordano che “Porto Cervo non è Sardegna”.

E mentre la discussione scorre, una domanda torna sempre: ma è legale? La risposta è semplice: sì, se i prezzi sono indicati chiaramente nel menù. La legge italiana impone che ogni voce – acqua, coperto, servizio, caffè – sia esposta in modo trasparente. Se il cliente ha visto il menù, il conto è perfettamente regolare. Costoso, certo. Esagerato, forse. Ma legale.

Il punto, però, è che questo rito estivo non parla solo di prezzi. Parla di percezioni, di aspettative, di quel confine sottile tra vacanza e ostentazione. E, soprattutto, parla di un luogo che da decenni vive in una dimensione parallela: Porto Cervo non è Sardegna, dicono molti. È un mondo a parte, con le sue regole, i suoi rituali e i suoi scontrini da museo.

Alla fine, il vero miracolo non è il caffè da 10 euro. È che ogni anno, senza mai stancarci, ci ritroviamo tutti qui a discuterne. Come se fosse un appuntamento fisso, un piccolo rito  che segna l’inizio dell’estate.

E forse, in fondo, ci piace proprio per questo.

Condividi su:

Leave a Reply

Correlati

Potrebbe interessarti

AA

Per un'informazione indipendente

Ogni contributo è prezioso

Archivio City&City

---

City&City Magazine è ancora speciale. Raccontiamo il territorio e le bellezze della Sardegna attraverso la rivista e gli eventi che produciamo; celebriamo storie coinvolgenti e personaggi che riflettono ed esaltano l'essenza autentica dell'isola nell'isola e all'estero. 72 pagine a colori.

Categorie articoli

Servizi per l'ambiente

Archivio City&City

Io penso positivo!

Io penso positivo!

Per un'informazione indipendente

Ogni contributo è prezioso

Leave a Reply

Per un'informazione indipendente

ogni contributo è prezioso