sabato 18 Aprile 2026
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Pazienza sia, Torres! L’ex Benevento è il nuovo allenatore, ora è ufficiale

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L’attesa è stata ripagata: il pugliese eredità la panchina rossoblù lasciata libera da Greco, a lui un contratto biennale

SASSARI – Impossibile fare risparmio di battute, di fronte a quello che dopo giorni di voci è divenuto il nuovo allenatore della Torres. Alle ore 9:25 di ieri mattina, l’ex centrocampista di Napoli e Juventus è stato ufficializzato quale nuovo tecnico dei rossoblù, dopo che 13 ore prima aveva rescisso il contratto che lo legava fino all’anno prossimo con il Benevento. Una scelta nell’aria da giorni, e se guardiamo il curriculum e i suoi schemi di gioco, più che azzeccata, anche se solo il tempo ce lo potrà confermare o meno.


CURRICULUM CONVINCENTE. In carriera, infatti, il pugliese ha sviluppato esperienza nella terza serie del calcio italiano. Fra questi spiccano Audace Cerignola, Pisa, Avellino e Benevento. Esonerato la scorsa stagione da entrambi i club, il suo bilancio complessivo in C resta più che convincente: in 113 partite ha colto finora 46 vittorie, 40 pareggi e 27 sconfitte, per una media di 1,58 punti a gara. Numeri che hanno convinto Udassi e colleghi, i quali gli hanno proposto un contratto biennale fino al 2027. Con lui anche l’allenatore in seconda, Antonio La Porta, e il preparatore atletico Leandro Zolla.

RIVOLUZIONE. Rispetto al suo predecessore, i suoi schemi marcano ancora di più la rivoluzione voluta in casa Torres. Il suo modulo di partenza, infatti, è un 4-4-2 malleabile in fase offensiva, precisamente in un 4-2-4 o, con il progredire della gara, in un 4-2-3-1 che può evolvere ulteriormente in un 4-2-1-3. I terzini giocano un ruolo cruciale, avanzando per supportare lo sviluppo e la finalizzazione, creando spesso un modulo offensivo fluido come un 2-4-4 o un 2-4-3-1.

SCHEMA MALLEABILE. In fase difensiva, gli attaccanti centrali rimangono alti, mantenendo il 4-4-2, mentre gli esterni d’attacco tendono a rientrare meno, lasciando talvolta un 4-4-1-1. La circolazione della palla privilegia il lato sinistro, con il terzino che si abbassa vicino ai centrali, mentre quello opposto si alza. Tuttavia, l’impostazione spesso fatica a trovare linee di passaggio efficaci verso l’attacco, portando a lanci lunghi, soprattutto sulle fasce. Un aspetto negativo, compensato però

 

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