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GUIDONIA MONTECELIO – Il match, valido per la 11ª giornata del campionato di serie C girone B, si è concluso sullo 0-0, con i rossoblù capaci di mantenere l’equilibrio per tutti i 90 minuti, ma senza riuscire a concretizzare le occasioni create. Un punto che muove poco la classifica, ma che almeno interrompe la serie di sconfitte. La Torres torna così dalla trasferta laziale con un pareggio a reti bianche che lascia l’amaro in bocca, soprattutto per le occasioni non concretizzate. Prestazione solida ma ancora priva del guizzo decisivo.
Mister Pazienza ha schierato una formazione compatta e determinata, con Mastinu e Giorico a guidare il centrocampo e Musso riferimento offensivo. Dopo l’infortunio di Zecca nei primi minuti, Fabriani ha preso il suo posto sulla corsia destra, offrendo una prestazione generosa.
Nel primo tempo, la Torres ha cercato insistentemente la via del gol, con diverse incursioni sulle fasce e una buona gestione del possesso. Nella ripresa, l’episodio chiave: Musso viene atterrato in area, ma l’arbitro annulla l’azione per fuorigioco, lasciando molti dubbi sulla decisione.
Il reparto difensivo ha retto con ordine, con Zaccagno protagonista nel finale su un tentativo ravvicinato di Zuppel. La squadra ha mostrato compattezza e spirito di sacrificio, ma resta il rammarico per un risultato che poteva essere più favorevole.

Il pomeriggio al Comunale di Guidonia ha una novità tattica: mister Pazienza, confermato nonostante il momento delicato, opta per un 4-3-2-1 con Mastinu e Giorico dal primo minuto. Zecca parte terzino destro, ma è costretto a uscire dopo appena otto minuti per un problema fisico, lasciando spazio a Fabriani.
La Torres parte con buon piglio, cercando Musso in profondità e guadagnando diversi corner, ma senza trovare sbocchi. Al 25’ Brentan lancia Fabriani sulla fascia, il cross è invitante ma nessuno riesce a deviarlo in rete. Al 40’ Mercadante ruba palla a Zappella e serve un pallone interessante, ma anche stavolta manca la zampata decisiva.
Nella ripresa, il momento chiave: Musso viene steso in area, ma l’arbitro annulla tutto per una presunta posizione irregolare. Il VAR conferma, ma i dubbi restano. La Torres protesta, il tecnico chiede spiegazioni, ma si riparte.
Il Guidonia cresce nel finale, con Mulè e Bernardotto pericolosi su corner e cross dalla sinistra. Zaccagno salva su Zuppel con un intervento da applausi, mentre Calì spreca l’ultima occasione al 95’.

La Torres non segna da cinque partite e questo dato pesa come un macigno. La difesa regge, il centrocampo prova a costruire, ma davanti manca cattiveria e precisione. Il rientro di Mastinu è positivo, ma non basta. La squadra sassarese resta invischiata nelle zone calde della classifica, mentre il Guidonia festeggia il terzo risultato utile consecutivo.
Serve una scossa. Il gruppo ha mostrato compattezza e voglia, ma ora servono i gol. La prossima sfida sarà decisiva per capire se la Torres può invertire la rotta o se la crisi è destinata a prolungarsi. La Torres prosegue il proprio cammino con la consapevolezza di dover ritrovare la via del gol e la vittoria già dalla prossima giornata di campionato al Vanni Sanna col Carpi. Ma prima c’è il test di Coppa Italia, mercoledi 29 ottobre 18:30 contro la capolista Arezzo. Il gruppo è unito e determinato a superare questo momento, con il sostegno della tifoseria e la fiducia nello staff tecnico.
Guidonia (3-5-2): Mazzi; Esempio, Cristini (C), Sannipoli (Stefanelli dal 73’), Spavone (Bernardotto dal 63’) Mule, Santoro, Zuppel, Tascone (Franchini dal 78’), Zuppel (Calì dal 78’), Tessiore (Mastrantonio dal 63’). A disposizione: Stellato, Marchioro, Calzone, Falleni, Russo. Allenatore Ciro Ginestra.
Torres (4-3-2-1): Zaccagno; Zecca (Fabriani dal 10’), Antonelli, Idda, Mercadante; Giorico (Zambataro dal 78’), Sala, Brentan; Carboni (Lunghi dal 65’), Mastinu (C), (Diakite dal 78’), Musso. Allenatore Michele Pazienza. A disposizione: Marano, Biagetti, Nunziatini, Masala, Dumani, Scheffer, Starita, Di Stefano, Bonin.
Arbitro Signor Fabio Luongo di Frattamaggiore, assistente 1 Signor Emanuele Fumarolo di Barletta, assistente 2 Signor Giovanni Massari di Molfetta, quarto uomo Signor Matteo Dini di Città di Castello, al FVS Signor Nirintsalama Andriambelo di Roma 1.
Ammoniti: Carboni 38’, Giorico 42’, Idda 81’, Mule 81’, Fabriani 94’.
Mister Pazienza
“Finché gli uomini che abbiamo inserito hanno garantito la qualità e la fluidità di gioco è andata bene. Nel momento in cui la condizione è cominciata a scendere non aveva senso continuare in quel modo e ho dovuto cambiare. Sono d’accordo sul fatto che Musso possa avere bisogno di un altro attaccante puro al suo fianco, potrebbe essere sicuramente una soluzione in più, ma sia di Stefano che Diakite non si sono allenati per tutta la settimana per problemi fisici diversi. In generale sì, vorrei qualcosa in più da chi subentra anche se so benissimo che non è facile. Zecca? Nei prossimi giorni faremo esami strumentali per avere una diagnosi certa. Si presume sia uno stiramento. Credo che questo sistema di gioco possa dare i suoi vantaggi nel momento in cui ho la possibilità di inserire almeno 4 giocatori con caratteristiche ben precise. Mastinu è sicuramente uno di questi così come lo è Carboni (dobbiamo dargli il tempo di crescere e non potevamo appesantirlo dandogli da solo la linea della trequarti). Giorico lo è ma anche lui ha avuto problemi fisici e Di Stefano che credo non sia riuscito a fare due settimane di fila allenamenti con continuità per problemi fisici sempre diversi. Non fare gol è certamente un dato che pesa, un passo per cercare nuove soluzioni lo abbiamo fatto col cambio di modulo, dobbiamo insistere e crederci di più accompagnando l’azione con più uomini che siano mezzali per terzini, chiaramente alternandosi. Zambataro è un giocatore che può darci una mano, ma va messo in condizione. Carboni ha tenuto bene il campo, ha tenuto un buon palleggio, deve incidere di più sull’ultimo passaggio. Nel secondo tempo avevo solo due slot per il cambio forzato di Zecca nel primo tempo. Volevo sfruttare ancora 10 minuti la qualità di Mastinu dandogli un uomo di profondità come Lunghi”.
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