sabato 18 Aprile 2026
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Oggi la protesta dei lavoratori dei bar del Brotzu e dell’Oncologico

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Dipendenti del bar del Brotzu: abbandonati senza rispetto sia dall’appaltatore che dalla stazione appaltante

Fonte immagine: Casteddu OnLine


Si è tenuta oggi  ore 9:30 la manifestazione di protesta dei lavoratori dell’azienda Artemis S.r.l. che ha in gestione il servizio bar dell’Azienda Ospedaliera Brotzu sia all’interno del Presidio Ospedaliero San Michele che all’interno dell’Ospedale Businco.

E’ trascorso ormai praticamente un anno dall’inizio della pandemia e nonostante i vari DPCM che si sono susseguiti nei mesi hanno sempre “salvato” dalle limitazioni le attività di bar e ristorazione all’interno degli ospedali, al Brotzu le cose sono andate un po’ diversamente.

Mesi e mesi di chiusura ingiustificata e addirittura riduzioni di orario che, come si legge ancora oggi nella vetrata dei due bar, fanno riferimento al DPCM del 18/10/2020 che di fatto  non prevedeva riduzioni di orario per i bar all’interno degli ospedali.

A queste chiusure ingiustificate ed incomprensibili ha fatto seguito una serie di rimpalli di responsabilità tra l’Azienda Ospedaliera e la società che ha in gestione il servizio che si sono accusate reciprocamente della mancata riapertura del bar. Artemis S.r.l., che in questi mesi è praticamente sparita interrompendo qualsiasi forma di comunicazione con il proprio personale, sollecitata in più di un’occasione ha riportato ai propri dipendenti che l’Azienda Sanitaria impediva il riavvio del servizio mentre il Brotzu pare abbia dato l’ok per riaprire senza avere riscontro dal gestore.

Indiscrezioni parlano di debiti ed arretrati da parte del gestore nei confronti dell’Azienda Brotzu alla quale ogni mese è tenuta a versare 21.500,00 euro + IVA.

Una chiusura così forzata ed ingiustificata lascia sospettare che vi sia dietro una strategia di riduzione del debito da parte dell’appaltatore (se non apro per decisione del Brotzu non devo pagare!).

Ma se è vero che la società appaltatrice sia indietro con i canoni non si comprende come mai non si sia dato seguito all’articolo 20 del contratto che, tra le cause di risoluzione annovera il “mancato pagamento di una rata del canone”, cosa che magari consentirebbe ai dipendenti ai andare in mobilità in attesa di un nuovo appalto.

Invece a quanto pare la cosa è stata gestita male sia dal gestore, che avrebbe potuto concordare delle riduzioni di canone commisurate alle effettive riduzioni del fatturato, che del Brotzu che ha in qualche modo giustificato la chiusura del bar come interruzione di servizi non essenziali lasciando però aperta la banca, per citare un esempio.

A ciò si aggiunga la continua e tardiva trasmissione all’INPS della modulistica per la cassa integrazione da parte di Artemis che in questi mesi ha lasciato soli i propri dipendenti, spesso mono redditto e senza la possibilità di poter guadagnare qualcosa in altro modo.

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