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SASSARI – Vincere, solitamente, aiuta a vincere. Un detto che vale anche doppio, se si pensa che la Dinamo, domenica, ha vinto per la prima volta con una big (o, se non vogliamo esagerare, contro un’outsider che occupa le posizioni nobili della classifica) come Trieste. Una sfida che doveva servire a capire se questa squadra potesse dare la scossa al proprio campionato, e così (per ora) è stato: al “girone di ferro” di Europe Cup, cui primo avversario è una blasonata come il Bilbao, i biancoblù arrivano sia con il morale altissimo, testimoniato dalla festa di un Palaserradimigni come mai in stagione, sia con la consapevolezza di aver fatto finalmente il tanto atteso salto di qualità sul piano del gioco. Di aver trovato una quadra e un’unione d’intenti, insomma.
FATTORI GENERALI. Forse per la rabbia dopo la sconfitta bugiarda contro la Virtus Bologna, forse motivata da un pubblico sia numeroso sia – ripetiamo, per la prima volta in questo campionato – ottimista e veramente affamato di vittoria, forse galvanizzata dalle numerose occasioni concesse da un Trieste crollato nel momento più bollente del match, ma Sirbo contro i friulani ha ripagato le aspettative di vittoria. A differenza dei match contro Napoli e toscani, tuttavia, i biancoblù hanno conquistato una vittoria perfetta: un mix perfetto di combattimento, concentrazione, riflessi al momento giusto e, dulcis in fundo, il dominio finale, in cui sono apparsi ormai consapevoli delle proprie potenzialità e della propria forza. E questo è l’aspetto chiave, emerso contro i friulani, del tanto atteso salto di qualità dei sassaresi, capaci di ridurre quasi all’osso i loro difetti difensivi ed offensivi, quelli tipici del disastroso inizio di stagione e che, in big match come quello di scena stasera al Palas.
DINAMO-TRIESTE AI RAGGI X

Il pubblico ci crede
Grande entusiasmo da parte del pubblico, mostrato sin dal riscaldamento pre-partita: dalla tribuna laterale è stato mostrato un enorme striscione con la scritta SASSARI, mentre in generale il pubblico ha sventolato bandiere bianche e blù, come spesso accaduto in passato
Quattro in doppia cifra
Assoluto MVP Veronesi, sia dal punto di vista delle statistiche (vedi sotto) ma anche della prestazione personale, con grinta e orgoglio; assieme a lui, sopra i 10 punti anche Fobbs (31′, 14 punti), Bibbins (28′, 14 punti), Bendzius (31′, 13 punti) e Renfro (18′, 12′ punti)
Italiani al top
Oltre a Veronesi, ottime risposte sono arrivate anche dagli altri due azzurri impiegati dal ct serbo: Tambone, in campo 18′, ha sfiorato la doppia cifra (9 punti, 3/4 da 3 con il 75%) e preso 3 rimbalzi, mentre Cappelletti ha messo in campo in 17′ 6 punti e 5 assist
VERONESI BOMBER, MA NON SOLO. Analizzando quindi i singoli protagonisti di domenica sera, per poter avere anche un’idea da dove ripartire non c’è dubbio che a salire in cattedra è stato Giovanni Veronesi. Quel bresciano che continua a mostrare segnali di crescita, con le statistiche che lo rendono chiaramente MVP indiscusso del match. 35′ in campo, 24 punti, 6/11 da oltre l’arco, 3 rimbalzi e 2 assist, mostrando grinta e spirito di sacrificio. Partito come sostituto di Sokolowski, Veronesi ha brillato in un gruppo finalmente unito. Anche Fobbs, Bibbins, Bendzius e Renfro hanno dato il loro contributo, con il primo in particolare motivato dalle voci di una possibile sostituzione con Hanlan. Il capitano ha ripreso la sua leadership, e il centro di Tucson ha superato il difficile inizio di stagione. Cappelletti e Tambone, tra gli italiani più impiegati da Markovic, hanno confermato la loro continuità positiva.
BUONI MOTIVI PER VINCERE. L’avversario “classe 2000”, vincitore di una Copa LEB 2 e due campionati tra seconda e massima serie, non è nel suo momento migliore, trovandosi al 12° posto in LIGA ACB, ma si presenta al Palaserradimigni come avversario più ostico tra le avversarie della seconda fase di Europe Cup. Come Sirbo, il Bilbao ha superato la prima fase senza mai perdere un match, con una differenza: quella dei punti in classifica, positivo a quota 538 e negativo 364 (differenza pari quindi a 174 punti), contro una Dinamo che ne ha invece messo a segno 517 e subìto 406 (differenza pari a 111). Un’eventuale vittoria, pertanto, dimostrerebbe un’ulteriore crescita dopo quella vista domenica sera contro i friulani, oltre che potrebbe contribuire a sollevare il morale in vista di un dicembre di fuoco. Sì, perché a seguire la Dinamo è attesa da Venezia, Le Portel, Reggiana (in casa), Treviso e Cremona. In una situazione di praticamente equilibrio tra l’obiettivo salvezza e quello più prestigioso delle Final Eight assenti da ormai 2 stagioni, ogni partita è fondamentale. Di conseguenza, anche il morale.
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