sabato 18 Aprile 2026
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Madre e figlio salvati insieme: operazione unica al Sant’Eugenio di Roma

Madre e figlio salvati insieme: operazione unica al Sant’Eugenio di Roma

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Intervento record al Sant’Eugenio di Roma: rimosso tumore a una donna incinta senza compromettere la gravidanza. Il racconto del primario dottor Stefano Signoretti

Un’operazione che ha dell’eccezionale si è svolta nei giorni scorsi all’ospedale Sant’Eugenio di Roma, dove un’équipe multidisciplinare ha rimosso un tumore da una donna in gravidanza riuscendo a mantenere il feto in utero. Si tratta di un caso rarissimo, con pochissimi precedenti documentati a livello mondiale. L’intervento, normalmente di 6-7 ore, è stato completato in 4 ore e mezza, grazie anche alla giovane età e alla qualità dei tessuti della paziente.


La sfida medica

La paziente, al secondo trimestre di gravidanza, presentava una massa tumorale che rendeva necessario un intervento chirurgico tempestivo. La complessità del caso risiedeva nella necessità di salvaguardare contemporaneamente la salute della madre e quella del bambino. Per questo motivo è stata coinvolta un’équipe composta da chirurghi, ginecologi, anestesisti e neonatologi, che hanno lavorato in stretta sinergia.

Il racconto del primario

Il dottor Stefano Signoretti, primario di chirurgia generale del Sant’Eugenio, ha raccontato la tensione e la responsabilità di un intervento che richiedeva precisione assoluta:  «Ci siamo trovati di fronte a un caso davvero eccezionale- racconta il dottor Signoretti alla Dire- sia per il volume del tumore, pari a poco più di mezza lattina di cola, sia per la particolare condizione della paziente, una giovane donna alla ventisettesima settimana di gravidanza. I meningiomi sono tumori benigni, ma in gravidanza possono crescere rapidamente perché stimolati dagli ormoni estrogeni e progesterone: più si aspetta, più aumentano di dimensioni, nutrendosi degli stessi ormoni che servono al feto negli ultimi mesi. Quando siamo stati chiamati, la paziente aveva sintomi vaghi e il feto stava bene, ma abbiamo deciso di monitorarla attentamente. Nel giro di 24 ore si sono verificate due crisi epilettiche, un segnale chiaro che era necessario intervenire. Il nostro primo obiettivo è sempre salvare la madre, ma in questo caso dovevamo proteggere anche il bambino. Durante l’intervento abbiamo avuto un doppio battito in sala operatoria, qualcosa che non capita spesso. Il feto ha tollerato l’anestesia sorprendentemente bene e si è ripreso subito quando la mamma è stata risvegliata. È stato un lavoro che ha coinvolto neonatologi, anestesisti e ginecologi: una vera e propria squadra sulla stessa scialuppa di salvataggio». – ha dichiarato.

Un caso raro nel mondo

Secondo gli specialisti, gli interventi di questo tipo sono estremamente rari: la letteratura medica riporta pochissimi casi in cui è stato possibile rimuovere un tumore mantenendo il feto in utero. L’operazione al Sant’Eugenio rappresenta dunque un traguardo importante per la chirurgia italiana e un segnale di speranza per le donne che affrontano patologie oncologiche durante la gravidanza.

La prospettiva

La paziente è in buone condizioni e la gravidanza prosegue regolarmente. L’équipe medica continuerà a monitorare con attenzione l’evoluzione clinica, ma il successo dell’intervento apre nuove prospettive nella gestione di casi complessi, dove la vita della madre e quella del bambino si intrecciano in un equilibrio delicatissimo.

 

 

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