sabato 18 Aprile 2026
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Le Domus de Janas entrano nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità: un traguardo storico per la Sardegna (foto)

Le Domus de Janas entrano nel Patrimonio Mondiale dell’Umanità: un traguardo storico per la Sardegna (foto)

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Questi luoghi, spesso nascosti tra le campagne, sono oggi fari di cultura e identità.

Parigi, 12 luglio 2025 – Con l’iscrizione ufficiale delle Domus de Janas nella lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO, l’Italia raggiunge quota 61 siti riconosciuti, consolidando il suo primato globale. Questo riconoscimento non celebra solo un insieme di tombe preistoriche scavate nella roccia, ma consacra la Sardegna come custode di una civiltà millenaria che risale a oltre 7.000 anni fa.


Un patrimonio archeologico senza pari, una testimonianza unica del Neolitico medio nell’area mediterranea.

Le Domus de Janas – letteralmente “case delle fate” – sono sepolture ipogee risalenti al Neolitico Medio I (V millennio a.C.), diffuse in tutta l’isola, con una concentrazione significativa nella Sardegna centro-settentrionale. Ne sono state censite circa 3.500, di cui oltre 200 decorate con simboli rituali e cosmologici. Queste strutture testimoniano le pratiche funerarie, le credenze religiose e l’organizzazione sociale delle comunità prenuragiche, offrendo una finestra unica sulla spiritualità e la visione dell’aldilà di un’epoca remota.

 I siti riconosciuti

Il sito seriale UNESCO comprende 17 necropoli e parchi archeologici:

  • Anghelu Ruju – Comune di Alghero
  • Puttu Codinu – Comune di Villanova Monteleone
  • Monte Siseri / S’Incantu – Comune di Putifigari
  • Mesu e Montes – Comune di Ossi
  • Su Crucifissu Mannu – Comune di Porto Torres
  • Orto del Beneficio Parrocchiale – Comune di Sennori
  • Roccia dell’Elefante – Comune di Castelsardo
  • Parco dei Petroglifi – Comune di Cheremule
  • Sant’Andrea Priu – Comune di Bonorva
  • Sa Pala Larga – Comune di Bonorva
  • Sos Furrighesos – Comune di Anela
  • Ispiluncas – Comune di Sedilo
  • Mandras / Mrandas – Comune di Ardauli
  • Brodu – Comune di Oniferi
  • Istevene – Comune di Mamoiada
  • Pranu Mutteddu – Comune di Goni
  • Montessu – Comune di Villaperuccio

 

Un lavoro corale

La candidatura è stata promossa dall’Associazione CeSIM Sardegna e dalla Rete dei Comuni delle Domus de Janas, con il Comune di Alghero come capofila. Il percorso, avviato nel 2018, ha coinvolto il Ministero della Cultura, il Ministero degli Affari Esteri, la Rappresentanza italiana presso l’UNESCO e la Regione Sardegna, che ha stanziato 15 milioni di euro per la valorizzazione e la fruibilità dei siti.

Un riconoscimento che guarda al futuro

Secondo la presidente della Regione, Alessandra Todde, il riconoscimento «rafforza il senso di appartenenza delle comunità locali e apre nuove opportunità di crescita culturale, turistica ed economica». L’assessora ai Beni culturali, Ilaria Portas, ha sottolineato come le Domus de Janas possano diventare un vero e proprio volano socioeconomico per l’intera isola.

Una civiltà che parla ancora

Le Domus de Janas non sono solo testimonianze archeologiche: sono racconti scolpiti nella pietra, labirinti di significati che riflettono una cosmologia complessa e un rapporto profondo tra i vivi e i morti. Con questo riconoscimento, la Sardegna non solo celebra il suo passato, ma lo proietta nel mondo come simbolo di identità, resilienza e bellezza arcaica.

Franco Cuccureddu all'UNESCO

Franco Cuccureddu, assessore regionale al Turismo: “Un riconoscimento che cambia il volto del turismo culturale in Sardegna”

Nel quadro del riconoscimento UNESCO alle Domus de Janas, l’assessore regionale al Turismo Franco Cuccureddu ha espresso grande soddisfazione per il risultato, sottolineando il valore strategico dell’iscrizione per l’intera isola. In una dichiarazione riportata da Algherolive, Cuccureddu ha affermato:

«Questo riconoscimento è il coronamento di un lungo lavoro e rappresenta una svolta per il turismo culturale in Sardegna. Le Domus de Janas non sono solo monumenti archeologici, ma simboli identitari che raccontano la nostra storia millenaria. Ora abbiamo il dovere di valorizzarle e renderle accessibili a tutti, con percorsi integrati e sostenibili.»

Cuccureddu ha inoltre evidenziato come il progetto abbia coinvolto 37 Comuni e sia stato sostenuto dalla Regione con investimenti mirati, in sinergia con il Ministero della Cultura e il Ministero degli Affari Esteri. Il suo assessorato punta ora a trasformare le necropoli in poli di attrazione turistica, integrandoli con itinerari esperienziali e promozione internazionale.

 

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