Voli alle stelle, bagagli a peso d’oro: il turismo diventa sport estremo

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Si chiama Paolo Cavaglieri. Non è solo un avvocato, ma un campione del men’s physique – una branca del body building. La mattina veste la toga e la sera modella il fisico in palestra. Anche all’alba, a dirla tutta. Perché i vincenti fanno sacrifici.
<<Per un anno intero mi alzavo alle cinque del mattino, andavo in palestra alle sei, facevo la doccia e mi recavo a lavoro. Solo così sono diventato vice campione italiano IFBB di Men’s physique>>.
La prima domanda è quasi scontata, chi te lo fa fare?
<<Lo faccio perché anzitutto è uno sport che mi mette duramente alla prova. Sono una persona che ha sempre cercato delle motivazioni nella vita. Il men’s physique porta a misurarsi col proprio corpo. E’ una sfida continua con se stessi. Spinge a chiederti: quali limiti del tuo fisico riesci a sopportare?>>.
In cosa consiste questa disciplina?
<<Il men’s physique è una categoria estetica nata in America che punta a non esasperare troppo il fisico come nel body building. I requisiti sono i seguenti: fisico armonioso, addominali ben in evidenza, spalle larghe e vita stretta. Conta molto anche il sorriso>>.
Come ti sei appassionato a questo sport?
<<Sin da ragazzino ho sempre praticato innumerevoli attività fisiche; dalle arti marziali al calcio, dalla pallanuoto al motocross fino allo sci. A 16 anni ho avuto un brutto incidente e durante la riabilitazione ho fatto molta palestra. Da quel momento ho iniziato a fare pesistica, man mano quell’attività è stata coadiuvante agli altri sport e mi sono appassionato sempre di più. Da una decina d’anni ho iniziato un percorso a livello agonistico che mi ha portato al risultato di quest’anno. Ho vinto precedentemente anche un titolo regionale. Per il prossimo anno l’obiettivo è di nuovo il campionato italiano e anche quello europeo>>.
Quanti e quali sacrifici devi affrontare?
<<Tanti! Sono la tipica persona che metterebbe il cucchiaino nella Nutella… Come potrete immaginare, la dieta è la cosa più impegnativa da affrontare. Consiste nell’80% della preparazione; deve essere molto rigida e bilanciata tra carboidrati, proteine e grassi. A volte mi è capitato di non riuscire a dormire dalla fame, però prevale la volontà di stare in forma tutto l’anno. L’allenamento è relativo, ognuno ha il proprio, non c’è uno standard. Negli anni ho imparato a conoscere il mio fisico, credo sia l’aspetto più importante. Ci sono atleti che a un mese dalla gara crollano mentalmente e non vi partecipano. Bisogna avere una grande forza di volontà e determinazione, anche un buon livello di organizzazione perché non è facile conciliare gli allenamenti con la dieta e il lavoro. La salute mentale, alla fine, fa davvero la differenza>>.
Mental coach di se stesso, bello e bravo come direbbero le nonne, Paolo Cavaglieri porta avanti ambizioni e certezze. Tra queste, ammette, non si fidanzerebbe mai con una ragazza che fa body building. Per tutte le altre, c’è speranza!
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