sabato 18 Aprile 2026
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Intervista ad Anna Kanakis | “L’amore sboccia tra persone, non tra sessi. Perché porsi dei limiti?”

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Nel titolo una frase di David Leavitt che sarebbe potuta essere il prologo di Non giudicarmi, il romanzo che Anna Kanakis ha scritto per raccontare l’ultimo drammatico giorno di vita del conte Fersen. City@City ha intervistato la scrittrice

Di Paolo Salvatore Orrù


È il 5 novembre del 1923, un uomo si uccide con una overdose di cocaina mischiata con champagne, “perché non vale la pena avere la libertà, se questo non implica la libertà di sbagliare e amare anche un essere umano sessualmente uguale”, ha commentato lo scrittore e poeta Biagio Arixi dopo aver letto Non giudicarmi (edito da Baldini+Castoldi), il romanzo storico scritto dall’ex miss Italia, attrice e ora scrittrice Anna Kanakis. Il protagonista del drammatico racconto è il conte Jacques d’ Adelsward Fersen, “un uomo enigmatico e insoddisfatto: cocainomane, omosessuale, è un reietto, un diverso. La sua vita, benché́ luccicante e sofisticata, è una continua lotta contro i suoi demoni: gli mancava il talento per diventare lo scrittore che avrebbe voluto essere, ma è soprattutto la sua omosessualità̀ ad avergli provocato un isolamento dalla famiglia, il carcere e una profonda malinconia”, si legge nel commento della Kanakis.

Anna Kanakis, Non giudicarmi

“Racconto la storia di un conte francese che negli anni “20 si trasferisce a Capri, dove si fa costruire una casa sotto villa Jovis, la dimora dell’imperatore Tiberio, e la chiama villa Lysis, ovvero con il nome del fanciullo amato da Socrate. Con lui c’è anche il compagno Nino Cesarini”, ha spiegato a City@City la grande attrice. “Ma racconto anche, e soprattutto, la condizione dell’omosessuale in quel tempo, quando avere rapporti con persone dello stesso sesso era considerato un reato e di conseguenza, se scoperti, si poteva finire in carcere. Come del resto era già capitato anche a Fersen prima di approdare nell’Isola”. La storia dello scrittore francese assomiglia a quella del grandissimo Oscar Wilde: il poeta aveva dovuto sopportare due anni di lavori forzati per una storia d’amore con il consenziente “Bosie” Alfred Douglas (poeta, scrittore e traduttore britannico).

Anna Kanakis

In quel tempo, l’Italia era considerata una nazione tollerante, ecco perché gli omosessuali che se lo potevano permettere risiedevano nel nostro Paese. Le mete preferite erano Capri e Taormina (dove aveva eletto dimora il grande fotografo Wilhelm von Gloeden, molto apprezzato per i suoi studi di nudo maschile).  Nell’isola campana Fersen aveva trovato un po’ di protezione dalle malelingue, riuscendo a vivere un’esistenza quasi normale: Kanakis racconta l’ultimo giorno di vita di quest’uomo che per lasciare questo mondo aveva scelto la via della morte con 5 grammi di cocaina sciolti in un bicchiere di champagne, ultima concessione ai suoi nobili natali. Quasi come in un’intervista, la scrittrice riesce a strappargli “un bilancio storico ed emotivo della sua vita”. Ed è la cronaca di una morte annunciata, ma anche il prologo di tante storie di uomini che ora fanno passi importanti verso l’emancipazione.

Sono lontani, ma solo nel nostro Continente, i crimini compiuti tra il 1930 e il 1970, quando gli “invertiti” erano internati nei campi di concentramento nazi-fascisti, nei gulag comunisti o venivano processati per plagio, com’è successo in Italia allo scrittore, sceneggiatore, drammaturgo e partigiano Aldo Braibanti. Il reato di omosessualità in Italia non esiste più, ma per chi non è nato etero la vita è ancora una corsa ad ostacoli che la legge Cirinnà è riuscita solo a rendere meno faticosa con il riconoscimento delle unioni civili. Gli omosessuali sono usciti allo scoperto, la democrazia deve fare la sua parte. “A Milano, nella sala Buzzati della Fondazione Corriere della sera, alla presentazione del libro c’era anche il sindaco Sala, uno dei pochi primi cittadini che ha avuto il merito di riconoscere la doppia maternità ad una coppia di signore che si amano, ed è stato un momento di alto valore morale e civile”, ha detto Kanakis.

Arixi, che nella sua autobiografia Sono figlio di Oscar Wilde ha raccontato il suo vissuto, ha accolto con entusiasmo il romanzo di Kanakis. “Malgrado l’articolo 3 della Costituzione preveda che tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge la condizione degli omosessuali è differente da quella degli eterosessuali. Lo Stato ancora discrimina chi vive una sessualità diversa. Mi sembra però che sia stata imboccata la strada giusta, ma occorre insistere, perché rispetto e uguaglianza sono le travi portanti della nostra democrazia”. Il romanzo della Kanakis potrebbe diventare una pietra miliare: “Il suo racconto potrebbe aiutare ad aprire la mente a coloro che elettisi a giudici e censori, vogliono renderci vittime della loro ottusità e arroganza”, ha concluso il poeta-scrittore di Villasor.

 

 

 

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