sabato 18 Aprile 2026
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La voce dei pendolari della scuola: la lettera dell’insegnante di Capoterra al ministro Valditara

La voce dei pendolari della scuola: la lettera dell’insegnante di Capoterra al ministro Valditara

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Ogni giorno, Alessandra Boi, insegnante di scuola primaria residente a Capoterra, percorre 150 chilometri per raggiungere la sua sede di lavoro a Villasimius

Una distanza che si traduce in un’ora e venti di viaggio all’andata e altrettanto al ritorno, con un impatto economico stimato di almeno 300 euro al mese solo in carburante.


Una lettera provocatoria per una richiesta concreta

Stanca di un pendolarismo logorante e di un sistema che non prevede alcun rimborso per gli insegnanti costretti a spostarsi quotidianamente, Alessandra ha deciso di scrivere direttamente al ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Nella sua lettera, pubblicata da Open e ripresa da diverse testate, la docente chiede un contributo per le spese di carburante, proponendo soluzioni come buoni benzina o rimborsi parziali documentabili con scontrini.

Una scelta professionale che costa cara

La docente, con oltre dieci anni di esperienza tra scuole pubbliche e private, ha partecipato al concorso per l’assegnazione delle cattedre, inserendo anche sedi lontane pur di ottenere un incarico. È stata destinata all’Istituto comprensivo di Villasimius, dove insegna matematica e scienze in una classe prima. Dal punto di vista professionale, è soddisfatta: finalmente insegna le materie per cui è specializzata. Ma dal punto di vista logistico, la situazione è insostenibile.

Viaggio tra disagi e pericoli

Il tragitto quotidiano non è solo lungo, ma anche pericoloso. La strada tra Capoterra e Villasimius è nota per gli incidenti, e i trasporti pubblici non rappresentano un’alternativa valida: il pullman impiegherebbe il doppio del tempo e non garantirebbe la puntualità necessaria per l’orario scolastico.

Una proposta che apre il dibattito

Alessandra non si limita alla denuncia: propone tre modelli di buoni carburante già utilizzati in ambito aziendale, suggerendo che il ministero possa adottare soluzioni simili. La sua richiesta non è solo personale, ma rappresenta la voce di tanti docenti pendolari che affrontano spese ingenti per svolgere il proprio lavoro.

Un appello per equità e riconoscimento

La lettera di Alessandra Boi è una provocazione intelligente e un appello alla giustizia sociale. In un sistema che spesso ignora le difficoltà logistiche dei suoi lavoratori, la sua voce si alza per chiedere equità. Resta da vedere se il ministro Valditara risponderà, ma il messaggio è chiaro: l’insegnamento non dovrebbe costare metà dello stipendio in benzina.

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