Il presidente dell’Intergremio: «Il significato più genuino della Discesa è quello aggregante e fortemente identitario»
I Capi Gremio con Mons. Atzei, Faradda 2017 Foto:Giovanni Porcu
La festa, la città, la comunità sassarese, civile e religiosa, le comunità ospitate, i passanti, i curiosi, gli indifferenti, i seriosi, gli auguri, i saluti, gli sguardi, i suoni. La festa è la riscoperta delle proprie radici; un’intera comunità che si solleva in un momento di condivisione e di partecipazione. Abbiamo incontrato Salvatore Spada, presidente dell’Intergremio, cuore pulsante della Faradda.
Qual è per lei il significato che si mantiene genuino della discesa dei Candelieri per la città di Sassari?
Credo che il significato più genuino della Discesa sia quello aggregante e fortemente identitario. Il sollevarsi di un’intera comunità, come lo definisce lei, mi piace molto. Se dovessi racchiudere in un’immagine questa frase penserei ai portatori che in un gesto di forza, insieme al Candeliere, sollevano tutta la comunità per portarla ai piedi dell’Assunta. Il gesto del trasporto del Candeliere ha proprio questo significato: un’intera comunità che scioglie il Voto.
Lei è figlio di uno dei gremianti più anziani ed è al contempo padre: in questo passare risiede uno dei segreti della Faradda. Come vive questa condizione di trasmissione continua che adesso arriva a suo figlio?
Vivo l’esperienza in modo sereno: ricordo bene il mio percorso e non obbligherò mio figlio ad aderire a questa scelta, né più né meno lo stesso atteggiamento che ha tenuto mio padre con me. Il mio è stato un percorso naturale e consapevole e così sarà per Matteo: non gradirei che diventasse gremiante solo perché lo è suo padre.
Lei è presidente dell’Intergremio. Nello sviluppo e nel cambiamento delle corporazioni che voi rappresentate, quali sono i passaggi fondamentali che in questi ultimi anni vi hanno visti protagonisti?
I passaggi sono stati molteplici: si partiva da una situazione di divisione e di disagio; si era creata una certa distanza tra parti più conservatrici e parti più aperte ad una visione moderna. È stato necessario capire che fosse opportuno fare tutti un passo indietro per ritrovarsi e ripartire. Grande merito – devo dire – ha avuto la prospettiva del riconoscimento UNESCO. Il doverci confrontare con realtà lontane ci ha dato la possibilità di risederci attorno allo stesso tavolo e farci capire che se avessimo imperniato la nostra storia su base personale e di parte, saremmo arrivati a compromettere la comunità gremiale. Altro punto significativo è stato quello di non escludere dal progetto i Gremi senza Candeliere: l’Intergremio fino ad allora era composto solo dai Gremi che partecipavano alla Faradda e questo cambiamento ha significato una raggiunta maturità. Non è da mettere in secondo piano il nuovo rapporto che si è instaurato con l’Amministrazione Comunale, la quale ha iniziato a vedere l’Iintergremio come interlocutore responsabile e qualificato.
I Gremi costituiscono una sorta di micro mondo dove pulsano diversi modi di vivere sia la città sia la stessa comunità gremiale. Lei sente come un privilegio vivere nel cuore di queste vicende?
È un privilegio di cui vado orgoglioso anche se comporta molti sacrifici e rinunce. Comporta inoltre la disponibilità all’ascolto delle necessità della comunità tutta e il mettere in atto azioni che ne preservino l’unità e l’identità: dobbiamo superare gli ostacoli affinché possa esserci una progressione e condivisione dei progetti.
Intergremio, Rete delle Grandi Macchine a spalla, patrimonio immateriale dell’Unesco. Quali sono i passi da compiere in termini di “Rete” in relazione alle città che ne fanno parte?
I passi da fare sono ancora tanti. Le comunità di Sassari, Viterbo, Nola e Palmi hanno creato un’associazione con l’obiettivo di promuovere la conoscenza delle proprie feste. Sassari si è resa fin da subito protagonista del percorso avviato nel 2006; abbiamo avuto la forza di essere critici e propositivi senza mai far mancare il nostro contributo e la nostra responsabilità. A testimonianza di ciò il voto unanime che le comunità della rete hanno espresso per la presidenza dell’associazione nei confronti di Raimondo Rizzu, con il contributo di Fabio Madau come segretario.
L’Intergremio ha colto l’importanza di dover fare in modo che di Faradda non si parli solo in prossimità della Festha. La conoscenza e la divulgazione di tutto ciò che ha a che fare con la Discesa è una delle vostre mission, cosa pensate di fare al riguardo?
Di Faradda si può e si deve parlare tutto l’anno: è necessario portare fuori dai cortili dei Gremi i significati autentici dei Candelieri, quelli nei quali si riconosce tutta una città. Uno degli strumenti che renderà possibile ciò sarà il Museo dei Candelieri che sorgerà alla Frumentaria; l’Amministrazione lo ha progettato con l’Intergremio e avrà importanti ricadute socio-economiche su tutto il territorio.
Auguri per il suo delicato compito Signor Spada e… a Zent’anni.
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