Il mondo del gaming ha assunto negli ultimi anni forme sempre più variegate e trasversali, diventando un ecosistema articolato che va ben oltre i confini del videogioco tradizionale
Quando si parla oggi di gaming a 360°, infatti, si fa riferimento ad un concetto che comprende svariate tipologie di giochi. Si passa dai titoli più competitivi a vere e proprie esperienze narrative interattive, ma anche giochi mobile, piattaforme di costruzione e condivisione come Roblox o Minecraft, e ovviamente tutto il vasto settore del gioco online, che include anche le tradizionali slot e le slot chiamate VLT, giochi di carte come scopa, poker o blackjack, ma anche giochi da tavolo, di strategia, puzzle e quiz game. In questo panorama dinamico, anche il territorio italiano inizia a ritagliarsi spazi interessanti. Un esempio significativo arriva dalla Sardegna, sempre più presente nel mondo videoludico sia come fonte di ispirazione narrativa che come polo emergente di sviluppo.
Un’isola che diventa scenario digitale
La Sardegna, con il suo paesaggio variegato e il ricco patrimonio culturale, si sta affermando come ambientazione d’eccezione in diversi progetti videoludici. La sua estetica naturale, formata da coste selvagge, altopiani aridi e borghi storici, offre uno sfondo suggestivo per narrazioni di genere vario, dal thriller psicologico all’horror, fino all’avventura interattiva. Un esempio emblematico di questa tendenza è Saturnalia, un survival horror sviluppato dallo studio italiano Santa Ragione. Il gioco è interamente ambientato in un villaggio sardo ispirato a tradizioni folkloriche autentiche e atmosfere tipiche della Barbagia. La narrazione si intreccia con elementi storici e rituali arcaici, proponendo un’esperienza immersiva che unisce la tensione del gameplay all’identità culturale del territorio. Non si tratta soltanto di un’ambientazione decorativa, ma di una scelta narrativa coerente e profonda, che inserisce la Sardegna in un immaginario videoludico internazionale.
Un supporto istituzionale
Oltre a ispirare scenari e contenuti, l’isola sta diventando anche un luogo concreto per lo sviluppo di videogiochi. Un ruolo centrale in questo processo è ricoperto dalla Fondazione Sardegna Film Commission, che ha ampliato il proprio raggio d’azione oltre il cinema per includere le industrie creative digitali, tra cui il settore videoludico.
Nel 2025, la Fondazione ha sostenuto la realizzazione di First Playable, evento nazionale dedicato al business del videogioco, ospitato per la prima volta in Sardegna. L’iniziativa ha portato sull’isola publisher internazionali, sviluppatori, investitori e figure chiave dell’industria, evidenziando la volontà di posizionare la regione come hub creativo anche nel digitale. La strategia è chiara: promuovere contenuti che valorizzino il patrimonio immateriale sardo, dalle leggende ai costumi, passando per i riti ancestrali e le storie dimenticate ai più ma presenti nella memoria collettiva, attraverso un linguaggio accessibile come quello del videogioco.
Nuove prospettive per la produzione regionale
Il sostegno pubblico e la crescita del mercato gaming italiano stanno incentivando la nascita di nuove realtà produttive in Sardegna. Studi indipendenti, giovani game designer e micro-imprese stanno trovando spazio per sperimentare e raccontare il territorio in chiave ludica. L’idea non è solo quella di esportare un’immagine turistica, ma di proporre contenuti autentici, interattivi e innovativi che parlino un linguaggio contemporaneo, capace di coinvolgere pubblici globali.
Questo binomio tra identità locale e medium digitale offre potenzialità significative: da una parte la possibilità di diversificare l’economia creativa dell’isola, dall’altra l’opportunità per il pubblico videoludico internazionale di scoprire luoghi e tradizioni spesso esclusi dai percorsi narrativi mainstream.