Voli alle stelle, bagagli a peso d’oro: il turismo diventa sport estremo

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Il nostro pagellone con i voti, positivi e negativi, ai protagonisti dello sport sardo, dal 5 gennaio al 12 febbraio 2026.
La lotta infinita dell’attuale campionato di Eccellenza ha un nuovo padrone: approfittando del beffardo scivolone dell’Ilvamaddalena a Cagliari contro la Ferrini, è la Nuorese a issarsi nuovamente in vetta. A Iglesias, contro una formazione distratta dall’impegno di Coppa Italia, i barbaricini passano con un gol di Cadau per issarsi in vetta al campionato… e anche della nostra classifica.
Per chi desiderava una reazione d’orgoglio da parte del Monastir dopo la caduta di Cassino… è stato più che accontentato: 6 gol segnati fra COS Sarrabus e Valmontone, in due match caratterizzati da gioco frizzante e gol di pregevole fattura. 2 vittorie per 3-0 che valgono il terzo posto in Serie D, più reazione di così.
Se il Memorial Elisa Migliore di Alà dei Sardi è la gara regina del cross in Sardegna, un motivo ci sarà. L’organizzazione, ancora una volta, è stata eccezionale con un percorso inedito e più intrigante, anche di fronte al maltempo: un percorso su cui Yeman Crippa dà il meglio di sé e rispetta il pronostico che lo voleva vincitore. Meno fortunato Iliass Aouani, altro atleta pronosticato campione, ma tutti gli atleti hanno regalato agli spettatori gare di altissimo livello, che rendono la manifestazione appuntamento cardine del cross sardo.
Riconsegnare la fascia da capitano a esso stesso, e di sua spontanea volontà, non è un gesto da tutti. Lui, prima del derby contro il Latte Dolce, l’ha fatto: un gesto significativo, simbolo di rispetto, identità e senso di appartenenza, una perla rara del panorama calcistico attuale e un segnale di compattezza del club gallurese.
Ok, la formazione di Livieri ha nuovamente mancato la vittoria, come ormai accade da 14 partite a questa parte. Per come si era messo il derby contro il Latte Dolce, tuttavia, l’1-1 vale come una vittoria: Ragatzu e compagni mettono in campo una reazione d’orgoglio nella ripresa, dopo aver giocato un primo tempo da dimenticare, ma anche cinismo nell’approfittare di qualche errore di troppo dei sassaresi. Un mezzo colpo importante, sia sul piano della classifica che su quello morale.
Un pareggio così beffardo merita un voto altrettanto beffardo: l’1-1 maturato con l’Olbia è da considerare più amaro che dolce. Passi che l’Olbia ha messo in campo una grande reazione d’orgoglio nel secondo tempo, ma i sassaresi mostrano per l’ennesima volta un loro difetto: non capitalizzare le numerose occasioni avute. Sull’1-0 tanti, troppi, sprechi da parte di Cabeccia e compagni, e nella seconda frazione la beffa. Tanto da meritare, come detto, un voto ad hoc com’è 5,5.
Premesso: nel numero odierno del pagellone giudichiamo il match perso contro la Juventus Next Gen. Ok, i bianconeri hanno un tasso tecnico superiore, con elementi che vantano anche panchine in Serie A con la Vecchia Signora, e lo hanno mostrato. Ma la formazione rossoblù ha da prendersela con sé stessa: un’occasione fallita da Luciani, troppo nervosismo (vedi l’espulsione di Zambataro) e troppe praterie lasciate ai bianconeri nella ripresa. Una sconfitta pesantissima che interrompe una striscia positiva di 8 partite senza k.o.
Avete presente quanto visto di buono nel match contro il Cremona? Ecco, la Dinamo a Udine pare averlo dimenticato. A casa degli ex Bendzius e Mekowulu i biancoblù sono incappati nei soliti, visti e rivisti, errori sia in attacco che in difesa negli ultimi due quarti, mancando 3 punti decisivi in chiave salvezza e regalando un’altra vittoria storica ai friulani. L’unica nota positiva è che, anche a questo giro, Cantù e Treviso non hanno fatto punti.
La striscia di partite senza vittorie si allunga sempre di più. Sono ormai 8 i match in cui la formazione di Cerbone non riesce a centrare la vittoria, quella contro l’Anzio è stata la 6^ consecutiva senza andare a rete. Un crollo verticale che ha fatto precipitare i biancoblù gallurese in zona playout: in due parole, crisi nera.
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