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26 maggio 1986: gli Europe pubblicano “The Final Countdown”

26 maggio 1986: gli Europe pubblicano “The Final Countdown”

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Anni come giorni son volati via recitava una canzone. ‘Cosa resterà’ di quegli anni Ottanta? Un decennio, per molti che l’hanno vissuto, rappresentativo di un’epoca irripetibile

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Definiti scanzonati, colorati, e per alcuni pure incoscienti; gli anni Ottanta ebbero in un certo senso il compito di far dimenticare le difficoltà e le tensioni sociali del decennio precedente.
Montanelli li definì di fango perché malgrado il raggiunto benessere economico e l’inizio dello sviluppo tecnologico che si realizza in quegli anni, inizia un progressivo declino a causa di una classe politica particolarmente corrotta.
Non furono soltanto rose e fiori, ma di certo segnarono un’epoca di fiducia nel futuro e grande spensieratezza. Contrariamente a quanto si pensa, fu il decennio  dove vengono messe a punto due tecnologie che cambieranno le nostre vite: viene commercializzato dalla Motorola il primo modello di telefono cellulare, dall’esorbitante costo di quattromila dollari e sempre nel 1986 l’Italia fu il terzo Paese europeo (dopo Norvegia e Inghilterra) a connettersi alla rete Internet che nacque 6 anni prima dalle ceneri di Arpanet, nata a fine anni Sessanta: era il 30 aprile 1986 e la connessione ebbe luogo nell’Università di Pisa, che ospitava uno dei gruppi di ricerca più avanzati del Vecchio Continente.
Il 1986 è stato anche un anno di grandi tragedie: il disastro di Chernobyl ci tiene col fiato sospeso per mesi e oltreoceano lo Space Shuttle Challenger  esplode nella fase di decollo. E come dimenticare il perielio della cometa di Halley che rivedremo così vicino solo nel 2061 o l’imprenditore televisivo Silvio Berlusconi che comprò il Milan creando un vero e proprio spartiacque nel modo di gestire il pianeta calcio? Ad ottobre tiene invece banco a Reykjavík il summit USA-URSS tra Gorbačëv e Ronald Reagan  che terminò con un nulla di fatto ma fu uno storico passo verso la fine della guerra fredda.
Anche l’industria musicale tiene banco e beneficia di una rapida espansione delle vendite di dischi. Gli Europe talentuosa band svedese di belle speranze come tante altre dell’asse vecchio continente/USA, si formarono nei primi anni Ottanta nella fredda e rockettara Svezia ed erano tra i più accreditati figli di quell’epoca tutta lustrini, paillettes e pettinature cotonate, forse esagerate, sopra le righe ma tremendamente cool e che facevano sognare.
Il 1986 fu anche il loro anno visto che publicarono il disco che cambiò loro la vita: The Final Countdown fu infatti un successo internazionale senza precedenti con milioni di copie vendute in tutto il mondo: l’album che li consacrò al grande pubblico come la canzone omonima –  numero uno in 25 paesi,  scritta dal cantante Joey Tempest qualche anno prima  ispirandosi a Space Oddity di David Bowie  – fu il vero tormentone nelle radio italiane del biennio ’86-’87 e ritenuta una delle hit più riconoscibili della musica rock ancora oggi col suo inconfondibile giro di tastiera.
Con gli anni Novanta  il clima muta repentinamente: cambiano le tendenze e i gusti dei teenagers e gli Europe come tanti loro epigoni sparirono dai radar per riapparire solo a metà anni Duemila. il decennio della Milano da bere prima bistrattato e relegato nel dimenticatoio, quasi rinnegato, col nuovo secolo fu rimpianto e rivalutato.
Qualcosa è restato evidentemente.
Tracklist
1. The Final Countdown
2. Rock the Night
3. Carrie
4. Danger on the Track
5. Ninja
6. Cherokee
7. Time Has Come
8. Heart of Stone
9. On the Loose
10. Love Chaser
Line Up
Joey Tempest (Voce)
John Norum (Chitarra)
Mic Michaeli (Tastiera)
John Levén (Basso)
Ian Haugland (Batteria)
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