sabato 18 Aprile 2026
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Arcidiocesi di Sassari, il 18 aprile l’ingresso di Mons. Soddu: storia, simboli e significato di un ministero

Arcidiocesi di Sassari, il 18 aprile l’ingresso di Mons. Soddu: storia, simboli e significato di un ministero

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Aderendo alla richiesta del Direttore Andrea Loi, per la redazione di un articolo sulla figura del neo Arcivescovo metropolita di Sassari S. Ecc.za Rev.ma Francesco Soddu, il cui ingresso ufficiale avverrà il prossimo 18 aprile, mi sono messo il problema di quale fosse la figura di spessore che potesse suggerirmi gli elementi utili ed interessanti da trasmettere al lettore. Le soluzioni erano due: un “addetto ai lavori”, quindi presbitero dell’arcidiocesi oppure una figura laica. Ho fatto la seconda scelta conscio del fatto che nel primo caso avrei potuto creare dei possibili imbarazzi; mi sono rivolto, quindi, a Cristian Zedda, figura di spicco per esperienza e formazione sia culturale che di vita, già Segretario e Plenipotenziario del glorioso Gremio dei Viandanti di N.S. del Buon Cammino, di stretta formazione cattolica e da ultimo, in ordine temporale, ricevuto da Papa Leone XIV in Vaticano, in rappresentanza del Gremio stesso. (Roberto Giordo)


Mons. Francesco Soddu Arcivesovo eletto di Sassari

           di Cristian Zedda

Sua Ecc.za mons. Francesco Soddu è nato a Chiaramonti (SS) il 24 ottobre 1959 e dopo aver seguito l’iter formativo presso il seminario arcivescovile di Sassari e la Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna è stato ordinato presbitero il 27 aprile 1985 da mons. Salvatore Isgrò nella cattedrale di San Nicola. In quella stessa cattedrale ora ritorna da Arcivescovo per guidare la Chiesa che lo ha generato alla fede. Il 18 aprile prossimo si svolgerà la celebrazione ufficiale della “presa di possesso canonico”: non solo un atto giuridico ben definito dalle norme del Codice di Diritto Canonico il quale auspica che il rito si svolga nella chiesa cattedrale con un atto liturgico alla presenza del clero e del popolo (can. 382 §4). Il rito prevede che l’eletto mostri al Collegio dei Consultori, ovvero al gruppo di sacerdoti scelti dal Vescovo per aiutarlo nel governo della Diocesi, la Bolla Papale con la quale il Santo Padre lo invia alla Cattedra di San Nicola. Una volta data lettura del documento, l’Arcivescovo eletto potrà finalmente salire i gradini della Cattedra e sedersi. La Chiesa madre di ogni diocesi è la cattedrale poiché dal segno visibile della Cattedra il vescovo esercita il triplice munus di padre, maestro e pastore. La Cattedra è la sede liturgica riservata al Vescovo diocesano così come è riservato ad egli il bastone pastorale che riceverà simbolicamente in questo contesto. Ci sarà quindi l’atto di omaggio e di obbedienza dei Canonici del Venerabile Capitolo Turritano, di una rappresentanza di sacerdoti, religiosi, religiose e fedeli laici. Ecco che così mons. Soddu diverrà Ordinario della diocesi Turritana assumendone tutti i diritti e i doveri. Don Francesco, come è ben noto a Sassari, ha prestato il suo servizio sacerdotale oltre che nel Seminario Maggiore e Minore proprio a San Nicola dove è stato parroco dal 1997 al 2012 quando, dopo l’esperienza di direttore della Caritas Diocesana è stato chiamato a servire la Caritas Nazionale, a Roma, dalla C.E.I. (Conferenza Episcopale Italiana).

L’Arcidiocesi di Sassari è una sede “Metropolitana” istituita nell’XI sec. e cioè la diocesi principale alla quale afferiscono le diocesi della provincia ecclesiastica. In questo caso sono suffraganee di Sassari le diocesi di: Alghero-Bosa, Ozieri e Tempio-Ampurias.

Ogni Vescovo ha uno stemma ed un motto che per certi versi racchiudono l’esperienza personale e “l’obiettivo” che il Pastore si prefigge. Nello stemma dell’Arcivescovo eletto sono presenti tre simboli: la stella chiaro riferimento alla Madonna, posta sulle onde, Maria quindi invocata come stella polare che guida il cammino; la torre: evidente legame con la diocesi Turritana con un rimando allo stemma di Chiaramonti; il lupo che è uno dei simboli legati a san Francesco poiché la tradizione insegna che ammansì un lupo che terrorizzava la gente di Gubbio, ecco che è quindi un chiaro riferimento al proprio nome.  Mons. Soddu quando venne nominato vescovo di Terni- Narni-Amelia, il 29 ottobre 2021, aveva scelto come motto “In omnibus Caritas”. In tutte le cose vi sia la Carità, in questa frase è racchiusa l’importante esperienza di mons. Soddu verso la Caritas, ma è anche un programma del ministero episcopale. Episkopos infatti deriva dal greco ed indica chi guarda dall’alto, chi vigila, ma anche chi guardando dall’alto custodisce. Don Francesco, dunque, sarà chiamato a confermare i fedeli nella fede cattolica, a custodirli nell’unità e soprattutto con carità.

Sede Vacante

Con la nomina di mons. Gian Franco Saba ad Ordinario Militare, lo scorso 10 aprile e con la sua immissione nel nuovo ufficio, la sede Turritana è rimasta vacante. Così il Collegio dei Consultori (che dopo il Concilio Vaticano II ha assunto le funzioni giuridiche del Capitolo Cattedrale) entro otto giorni dalla vacanza ha eletto un Amministratore Diocesano secondo il disposto 421 del Codice di Diritto Canonico. La scelta di questa figura da parte del “senato del Vescovo” deve rispondere a certi requisiti: “Venga eletto Amministratore diocesano un sacerdote che si distingua per dottrina e prudenza.” recita il canone 425 §2.

Così l’1 giugno 2025 il collegio preposto ha individuato in mons. Antonio Tamponi (nato a Sassari l’11 giugno 1966 ordinato presbitero da mons. Isgrò il 24 settembre 1993 nella sua parrocchia di origine San Giuseppe in Sassari) la figura adatta a ricoprire tale delicato incarico. Mons. Tamponi, infatti, è stato vicario generale della Diocesi di Sassari ed è il Vicario Giudiziale. Figura di altissimo spessore, è perito nella materia canonica avendo perfezionato i suoi studi in Diritto Canonico a Roma presso la Pontificia Università della Santa Croce. Stimato giurista, mons. Tamponi, gode della stima del clero diocesano e non solo. Noto per la sua profonda cultura, per l’esperienza di governo e pastorale è considerato un sacerdote molto equilibrato che ha diviso il suo ministero sacerdotale fin dall’ordinazione presbiterale tra gli incarichi di Curia e quelli pastorali. Tra le altre cose mons. Tamponi è stato vicario parrocchiale di San Nicola mentre mons. Soddu era parroco. A lui i più sentiti ringraziamenti per il non facile compito fin qui svolto ed altrettanti sentiti auguri per il suo futuro percorso.

Sassari, una cattedra lunga quindici secoli: storia e successioni della Chiesa Turritana

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