Sassari prova a voltare pagina nella gestione delle colonie feline. Comune e Asl hanno infatti sottoscritto un accordo operativo destinato a rafforzare la tutela dei gatti liberi presenti sul territorio, con un piano strutturato che punta a coniugare benessere animale, prevenzione sanitaria e controllo delle nascite.
L’obiettivo principale è aumentare il numero delle sterilizzazioni per contenere la crescita della popolazione felina libera, ma il progetto guarda anche oltre. Sono previsti infatti interventi per l’identificazione degli animali, la loro tracciabilità e una serie di attività sanitarie che comprendono vaccinazioni, trattamenti antiparassitari e monitoraggio costante dello stato di salute delle colonie.
Il programma, denominato “Controllo e gestione delle nascite nelle popolazioni feline libere del Comune di Sassari”, resterà in vigore fino alla metà del 2027, con la possibilità di essere prorogato. Alla base c’è la volontà di coordinare in maniera stabile l’azione delle istituzioni e di tutti i soggetti coinvolti nella cura dei gatti di strada.
«La gestione e il miglioramento della situazione dei gatti liberi a Sassari è una priorità di questa Amministrazione», sottolinea il vicesindaco e assessore alla Transizione ecologica Pierluigi Salis. Il Comune, ricorda, ha già attivato una convenzione con una clinica veterinaria privata e, grazie alla collaborazione con le guardie zoofile, è stato possibile garantire assistenza e soccorso agli animali feriti o traumatizzati. L’intesa con la Asl rappresenta quindi un ulteriore passo avanti in un percorso costruito attraverso il dialogo con associazioni e volontari.
Dal canto suo, il direttore generale della Asl di Sassari Antonio Lorenzo Spano evidenzia come l’accordo si inserisca nella filosofia “One Health”, che considera strettamente legate la salute delle persone, quella degli animali e l’ambiente in cui vivono. In quest’ottica, il controllo sanitario delle colonie feline contribuisce anche alla prevenzione delle principali zoonosi.
Le prime attività partiranno immediatamente. Sono già in programma il censimento delle colonie feline, i sopralluoghi e gli interventi di sterilizzazione. Entro il 2026 prenderanno inoltre il via iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte ai cittadini, con l’obiettivo di favorire una maggiore conoscenza del fenomeno e promuovere comportamenti responsabili.
Il Comune sarà chiamato a collaborare nelle attività di censimento, a individuare gli spazi idonei per le colonie feline e le strutture veterinarie che eseguiranno gli interventi. Dovrà inoltre coordinare i rapporti con le associazioni e supportare le operazioni di cattura, trasporto e successiva reimmissione degli animali.
La Asl, attraverso i servizi veterinari del Nord Sardegna, curerà invece l’aspetto sanitario del progetto. Oltre alle sterilizzazioni, saranno effettuati microchippatura e registrazione dei gatti, esami diagnostici per le malattie infettive, vaccinazioni e trattamenti antiparassitari, secondo le priorità individuate dai veterinari.
Fondamentale sarà anche il ruolo del volontariato. Associazioni e referenti delle colonie feline potranno collaborare alle attività di monitoraggio e assistenza, mettendo a disposizione l’esperienza maturata negli anni sul territorio.
A garantire il coordinamento delle attività sarà infine un tavolo tecnico che entrerà subito in funzione. Il suo compito sarà stabilire le priorità di intervento, seguire l’avanzamento del progetto e affrontare le emergenze segnalate dai cittadini. Particolare attenzione verrà riservata alle situazioni più delicate, come la presenza di cucciolate numerose o di animali in condizioni sanitarie critiche.
Per Sassari si tratta di un progetto che punta non soltanto a contenere il fenomeno del randagismo felino, ma anche a costruire una gestione più efficace e condivisa delle colonie, valorizzando la collaborazione tra istituzioni, veterinari e volontari.