sabato 18 Aprile 2026
sabato 18 Aprile 2026

È morto Graziano Mesina, ex primula rossa del banditismo sardo

È morto Graziano Mesina, ex primula rossa del banditismo sardo

Per un'informazione indipendente

ogni contributo è prezioso


Condividi su:

Si è spento poco dopo la scarcerazione per motivi di salute. Evase dal carcere di  San Sebastiano a Sassari nel 1966 insieme allo spagnolo Miguel Atienza

Graziano Mesina, noto come Gratzianeddu e “primula rossa” del banditismo sardo, è morto all’età di 83 anni. La sua scomparsa segna la fine di una figura controversa che ha attraversato decenni di storia criminale italiana. Era nato a Orgosolo il 4 parle del 1942.


Scarcerato il pomeriggio dell’11 aprile per motivi di salute, Mesina è deceduto presso l’ospedale San Paolo di Milano, dove era stato trasferito dal carcere di Opera. Affetto da una malattia terminale, la sua liberazione è arrivata dopo numerose istanze di differimento della pena, inizialmente respinte e solo recentemente accolte.

La vita dell’ex primula rossa, tra arresti, evasioni, latitanza e… fughe d’amore

Nel 1966 evase dal carcere di  San Sebastiano a Sassari quando riuscì a scalare il muro di cinta e fuggire col complice Miguel Atienza. La sua “leggenda” criminale prese così forma, alimentata da racconti di visite a giovani innamorate e dalla presunta presenza tra il pubblico del Cagliari Calcio durante la latitanza. Nel giugno 1967 Atienza, Mesina e altri appartenenti all’Anonima sequestri ingaggiarono sulle colline nei pressi di Orgosolo un conflitto a fuoco con le forze dell’ordine nel quale Atienza venne ferito mortalmente.

Furono gli anni dei primi sequestri, ma nel 1968 venne riconosciuto a un posto di blocco. Nel 1973, mentre scontava una serie di pene per sequestri ed evasioni, tentò di evadere prima dal carcere di Volterra e poi da Regina Coeli, a Roma. Nel 1976 riuscì a fuggire dalla prigione di Lecce insieme al terrorista dei NAP Martino Zichitella e altri complici. Arrestato nuovamente nel 1977 in Trentino, fu trasferito al carcere di Porto Azzurro, dove stava scontando l’ergastolo per cumulo di pene. Durante un permesso, approfittò della semilibertà per fuggire con una ragazza che gli scriveva. Catturato, tornò in carcere e ottenne la libertà condizionale nel 1991.

Il ruolo nel sequestro di Farouk Kassam

Mesina è stato protagonista di numerose evasioni spettacolari, con ben 22 tentativi, di cui 10 riusciti. La sua notorietà è cresciuta anche grazie al suo ruolo di mediatore nel sequestro di Farouk Kassam, avvenuto nel 1992. Questo episodio contribuì a rafforzare la sua immagine di “bandito gentiluomo”, sebbene il suo ruolo nella vicenda sia ancora oggetto di dibattito.

Graziato nel 2004 dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, è tornato in carcere nel 2013 con l’accusa di gestire un’associazione criminale dedita al traffico di stupefacenti.

La sua morte chiude un capitolo della storia del banditismo sardo, lasciando dietro di sé un’eredità fatta di fughe, arresti e vicende giudiziarie che hanno segnato l’immaginario collettivo. Il dibattito sulla sua figura rimane acceso: per alcuni, un simbolo di ribellione; per altri, un criminale senza redenzione.

Condividi su:

Leave a Reply

Correlati

Potrebbe interessarti

AA

Per un'informazione indipendente

Ogni contributo è prezioso

Archivio City&City

---

City&City Magazine è ancora speciale. Raccontiamo il territorio e le bellezze della Sardegna attraverso la rivista e gli eventi che produciamo; celebriamo storie coinvolgenti e personaggi che riflettono ed esaltano l'essenza autentica dell'isola nell'isola e all'estero. 72 pagine a colori.

Io penso positivo!

Io penso positivo!

Per un'informazione indipendente

Ogni contributo è prezioso

Leave a Reply

Per un'informazione indipendente

ogni contributo è prezioso