di Michele Tatti
L’annuncio è arrivato ieri sera affidato ai canali social: Sua Altezza il Principe Karim Al-Hussaini, Aga Khan IV, 49° Imam ereditario dei musulmani sciiti ismailiti e discendente diretto del profeta Maometto è morto pacificamente a Lisbona il 4 febbraio 2025, all’età di 88 anni, circondato dai suoi familiari
Il 14 marzo del 1962 a Olbia nello studio del notaio Mario Altea iniziava l’avventura della Costa Smeralda. Sei soci sottoscrissero l’atto costitutivo del Consorzio omonimo: Karim Aga Khan, John Duncan Miller, Patrick Guinnes, Felix Bigio, Andrè Ardoin e René Podbielski.
In realtà più che quel rogito il vero atto costitutivo venne siglato sei mesi prima quanto si firmò il regolamento scritto a mano, una lettera di intenti i cui principi hanno regolato lo sviluppo ordinato in quei 55 chilometri di costa nel Nord-Est della Sardegna, appartenenti al Comune di Arzachena che diventeranno una delle destinazioni turistiche più conosciute nel mondo internazionale della vacanza. Assieme ai primi hotel di lusso, partirono i lavori per la costruzione di strade, banchine nel porto, aeroporto (si iniziò con una pista in terra battuta e con la nascita di Alisarda come compagnia aerea per il trasporto dei primi clienti), campo di golf, eliporto, centro medico, cantiere navale per il rimessaggio degli yacht, la Chiesa Stella Maris, servizio di vigilanza. Fino ad allora quei terreni (li ruccággi) erano considerati marginali, non idonei al pascolo in una zona a vocazione pastorale spettavano in eredità alle donne perché anche nelle famiglie galluresi i terreni dell’entroterra, in collina o comunque lontani dalla salsedine del mare venivano dati ai figli maschi.
Nei primi anni Sessanta del secolo scorso l’irrompere del turismo si tradusse anche in una sorta di risarcimento sociale, dove le pietraie e le dune sabbiose divennero il vero capitale. Tra le prime costruzioni a vedere la luce fu l’hotel Cala di Volpe, disegnato dall’architetto-artista francese Jacques Couëlle, considerato uno degli alberghi più belli del mondo, con le sue stanze una diversa dall’altra e la suite con piscina. In un’insenatura prendeva intanto forma sotto la direzione dell’architetto Luigi Vietti il nucleo storico di Porto Cervo, il vero cuore della Costa Smeralda inaugurato nel 1964.

Oltre a John Duncan Miller, già vice-presidente della Banca Mondiale tra i pionieri bisogna ricordare Patrick Guiness, il famoso “re della birra”; il barone Freddi Rolin; ma anche, tra gli industriali italiani Gianni Agnelli, Carlo Mentasti, Enzo Fumagalli. Il Consorzio, controllato per il 65% dalla Finanziaria Costa Smeralda che faceva capo all’Aga Khan, arrivò ad acquistare in tempi rapidi circa 3.000 ettari, prevalentemente nel territorio di Arzachena. A coordinarne l’operatività sulla base di precise norme statutarie fu chiamato André Ardoin, avvocato parigino di Karìm che intanto con l’acquisizione del pacchetto azionario della Giga Hotels diede un forte impulso al sito: crescita impetuosa, spesso deviata dall’impostazione iniziale di integrazione e rispetto dell’ambiente (l’architetto indipendentista sardo Antonio Simon Mossa abbandono l’équipe di progettisti, rifiutando anche di incassare gli onorari, quando si rese conto della deriva speculativa) che si interruppe nel 1994 quando l’Aga Khan cedette le azioni dello Sheraton sancendo la rottura con la classe politica regionale che frenò l’approvazione del Master plan che nei piani del principe ismaelita rappresentava la seconda fase di realizzazione della Costa Smeralda.
L’Aga Khan si allontanò fisicamente dalla Sardegna anche se ha tenuto, anche dopo la vendita della Geasar ,a società che gestisce l’aeroporto di Olbia, la presidenza del prestigioso Yacht club Costa Smeralda, il cordone ombelicale che ha resistito più di 60 anni. D’altronde il Principe, con i suoi alberghi oggi in mano agli emiri del Qatar, è rimato socio del Consorzio e Il suo yacht l’Alamshar non è mai mancato da Porto Cervo.