Un appuntamento che rientra all’interno del progetto EPF (European, Plural, Femenine) finalizzato alla promozione del processo di integrazione europea concentrandosi sui principi fondamentali della non discriminazione e sull’uguaglianza di genere, del quale proprio Confcommercio è capofila e partner attuatore.
“La Confcommercio ha sposato questo progetto internazionale per l’integrazione e la parità di diritti tra uomo e donna in Europa – ha detto Sebastiano Casu, presidente Confcommercio Nord Sardegna, aprendo i lavori – parità che è purtroppo latente, e ne conosciamo bene le origini e i motivi. Noi faremo di tutto per cercare di modificare la situazione. Un’iniziativa che seguiamo da un anno, con conferenze che hanno oggetti diversi, ma che vanno tutti a cercare di stimolare nella società un’attenzione maggiore ai diritti delle donne”. Perché i giovani sono il cardine attorno a cui ruota il cambio di mentalità
“Il Canopoleno ha accolto questa iniziativa in continuità con quelle già realizzate presso la nostra scuole negli anni precedenti – ha aggiunto Stefano Manca, dirigente scolastico dell’istituto – inoltre le tematiche trattate rientrano a pieno titolo nelle iniziative scolastiche legate alla crescita dei nostri allievi e nella recente disciplina dell’educazione civica”.
Conclusi i saluti istituzionali da parte di Vannina Masia, presidente della commissione comunale per i problemi sociali, l’incontro è entrato nel vivo con la presentazione di un report su sport e parità di genere presentato da Alberto Marrone direttore della Confcommercio Nord Sardegna. “Parliamo in particolare di sport e di donne, cercando di mettere in evidenza, anche grazie alla collaborazione degli studenti, quella che è la situazione femminile nell’attività sportiva e dirigenziale”.
Così, dopo aver evidenziato che in Italia fa sport in maniera continua il 28% della popolazione, con un altro 8% in modo saltuario, sono stati proprio gli studenti del Canopoleno a diventare i protagonisti, affrontando temi come la partecipazione femminile alle Olimpiadi (nessuna nella prima edizione del 1896), i contratti sportivi professionistici per le donne, e la presenza femminile nello sport italiano. Nel 2017 su 4,7 milioni di praticanti le donne erano il 28,2%, contro il 71,8% degli uomini. A livello dirigenziale risultavano appena il 4% fra i presidenti di enti sportivi, il 7,3% in ruoli di alto profilo.
Hanno poi portato la loro interessante testimonianza sul tema Antonello Muroni, dirigente della Pallacanestro Alghero, Andrea Budroni, presidente della Women Torres calcio Sassari, e Debora Carangelo, Paolo Citrini e Sofia Devetag, rispettivamente capitano, allenatore e segretario generale della Dinamo Sassari femminile di serie A di basket.