Ai microfoni di City&City Magazine l’atleta catalano naturalizzato italiano, campione nazionale dei 400 e 800 metri ai Campionati Indoor FISDIR di Ancona con la Polisportiva Luna e Sole Sassari
Seconda puntata della nostra rubrica dedicata alla disabilità nello sport, in cui è stato ospite in redazione Daniel Perez, velocista e mezzofondista attualmente in forza all’A.S.D. Polisportiva Luna e Sole Sassari, allenata da Tiziana Secchi.
Daniel, sei originario di Barcellona, quindi catalano, tuttavia all’età di 19 anni è venuto a vivere in Italia: che cosa ti ha spinto a venire ad abitare qui?
La cosa che mi aspinto è stato il fatto che in spagna purtroppo non ce n’inclusione. E qua, con in Italia, volevo avere un futuro migliore, infatti ora sto finendo il Liceo Artistico.
Che cosa ti ha spinto a scegliere proprio l’atletica leggera come sport, e soprattutto come l’hai conosciuta?
Ho iniziato a praticare atletica leggera in Spagna, a livello amatoriale, soltanto per divertirmi. Grazie alla Polisportiva Luna e Sole, nella quale sono arrivato a 19 anni, mi sono appasionato veramente all’atletica, perché è una specialità molto impegnativa, anzi la più completa, e anche perché quando corro non penso a nulla e mi stavo correndo, mi piace tantissimo sentire la tensione quando vado a fare le gare, perché praticamente lascio la testa in bianco e non penso nulla, penso solo agli avversari, penso alla pista, e cerco di spingere il più possibile.
Ai Campionati Italiani FISDIR Indoor 2025 sei diventato due volte e campione italiano nel 400 e nel 800, e hai contribuito al terzo posto nella stafetta 4×400 contro avversari di grande livello, come Mattone dell’Antrophos: cosa c’è dietro tutto questo successo secondo te, ci puoi dare anche le tue impressioni?
Io direi che il segreto è stato correre, crederci al massimo, per riuscire a prendere l’oro. E’ stato concentrarmi negli avversari, studiarli, avere la testa in bianco e senza pensieri negativi, buttare tutta l’adrenalina, credendo nella squadra che voglio tantissimo, la Polisportiva Luna e Sole, credendo nella mia coach e nei miei compagni, nonché lottando fino alla fine, sono riuscito a prendere l’oro. E’ stato una sorpresa meritata, sia frutto d’impegno, sia frutto del lavoro della nostra coach.
La tua carriera è iniziata nel marzo 2023, a Montebelluna, poi hai gareggiatto a Padova lo stesso anno, l’anno scorso a Molfetta, e quest’anno ad Ancona: di queste quattro gare nazionali, quale ricordi con più gioia e quale ricordi con più dolore, e soprattutto perché?
Quella che ricordo con più gioia è stata la gara di Ancona, questa che ho fatto recentemente, perché io volevo da tantissimo tempo diventare campione italiano, alla fine sono riuscito, grazie a molto impegno e a tantissimi sacrifici con la mia coach; quella che invece ricordo con dolore è quando nel 2023 sono andato a Padova, dove ho fatto i 1500, probabilmente ho dato il meglio di me, ma sono arrivato penultimo
Ci puoi dare un giudizio sul tuo allenatore, Tiziana Secchi?
Le voglio tanto bene, è una signora coach. Mi aiuta sempre a migliorare, a dare il meglio di mé stesso, quando sbaglio mi fa capire dov’è che lo faccio, e la considero una guida per la mia vita
Data la tua esperienza nella disabilità, c’è un messaggio che vorresti lanciare a quelli come te e anche a chi non sa molto di questo mondo?
Il messaggio che vorrei lanciare è quello di crederci, crederci e mai arrendersi, credere nei propri sogni con determinazione e impegno, perché ho imparato che se si vuole realizzare un sogno si può, solamente se ci si crede.