Voli alle stelle, bagagli a peso d’oro: il turismo diventa sport estremo

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Siamo al rush finale, dopo quasi un anno di lavoro e di confronto, il 25 e il 26 gennaio 2025 – presso il Dojo Sen No Sen di San Gavino Monreale (maestro Antonello Corona) – i tecnici che hanno studiato con i Maestri Giancarlo Bagnulo e Claudio Franceschi saranno chiamati a sostenere l’esame di istruttori di difesa personale. L’esame si baserà su uno schema che è stato messo a punto dal Coordinamento Settore Arti Marziali dell’ACSI Sardegna. Nella valutazione degli allievi – cinture nere di judo, jujitsu, karate e ninjutsu – gli esaminatori terranno conto non solo della preparazione marziale dei tecnici, ma anche della loro preparazione teorica. Durante il corso, infatti, si sono tenuti corsi in presenza e in collegamento web di diritto e di psicologia.

I temi di questo corso – «prevenire, riconoscere e affrontare il bullismo» – possono essere considerati, perlomeno in questo settore, innovativi, perché si è tenuto conto non solo dell’esigenza di una difesa attiva da parte di chi può essere attaccato fisicamente, ma si è posto anche il problema di insegnare come prevenire e riconoscere le situazioni che potrebbero diventare a rischio. Solitamente, in questi corsi si spiega agli “alunni” come difendersi fisicamente da una aggressione, la scuola di arti marziali diretta da Corona, con la professionalità di altri due grandi maestri – Bagnulo e Franceschi – ha invece pensato a un percorso alternativo, trattando con attenzione sia la parte legale (con l’avvocato Alessandro Melis, Maestro 5° dan di Judo) che la prevenzione. Quest’ultimo argomento è stato trattato da Igor Olla, Maestro 4° dan di karate, un docente che per 20 anni ha insegnato pedagogia e psicologia nelle Università della Sardegna e negli istituti superiori.
Per quanto concerne le vittime di bullismo sarebbe necessario – ha spiegato nel suo corso il pedagogo – “strutturare con loro dei percorsi specifici con professionisti per insegnargli a fare affermazioni assertive; resistere al raggiro o alle minacce; come rispondere agli insulti; abbandonare una situazione di bullismo; ottenere l’appoggio degli astanti; accrescere l’autostima; rimanere calmi in situazioni stressanti”. Insomma, è importante che le possibili vittime sappiano difendersi o imparino a farlo “ma non necessariamente fisicamente anche perché il violento sceglie a monte la vittima identificandola come soggetto debole (fisicamente, caratterialmente e psicologicamente) e se prova a difendersi può scatenare la reazione collettiva del branco (costituito dal bullo e dai suoi gregari), ma è altrettanto vero che un percorso nelle arti marziali crea delle modificazioni mentali e psichiche che nel tempo portano il soggetto ad acquisire autostima, migliorare la postura, il modo di porsi di fronte all’altro e quindi una comunicazione espressiva (microcinesica) posturale (macrocinesica) e di distanza (prossemica) che agisce in modo inconscio su chi ci sta di fronte”, ha concluso Olla.
Le tecniche di autodifesa che sono state spiegate nel percorso di studio non hanno tenuto conto solo delle capacità marziali che possono essere insegnate ai futuri allievi, “ma anche quale deve essere il giusto atteggiamento mentale per risolvere un evento spiacevole. Prima di tutto i nuovi istruttori saranno chiamati a insegnare come si previene lo scontro, per esempio quale comportamento di deve tenere in bar, pub, nightclub, stadi, discoteche, manifestazioni, concerti, mezzi pubblici, luoghi e strade isolate (soprattutto di notte)”, ha spiegato sempre durante il corso la psicologa-karateka Marianna Pertoldi. Nei corsi di autodifesa ACSI verrà sempre insegnato di non aggredire per primi e di accettare lo scontro solo quando non è più possibile sfuggire ad un attacco. Perché avversari con intenzioni violente possono mettere in difficoltà anche lottatori esperti: sono abituati a combattere in certi contesti, non conoscono regole, non temono lo scontro fisico reale dove potrebbe esserci in gioco anche la vita.
Alla fine della sessione di esami, ci sarà la cerimonia di consegna delle medaglie di benemerenza agli atleti sardi che hanno partecipato alla World Cup di Creta.
I due atleti sardi parteciperanno ai mondiali di staffette, in programma a Gaborone (Botswana) il prossimo 2 e 3 maggio
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