sabato 18 Aprile 2026
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Covid | Tra pranzi e positivi al supermercato la Regione scopre 157 focolai

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In 40 giorni la Sardegna passa da unica zona bianca a unica zona rossa d’Italia

L’unione di più condizioni ha portato all’aumento vertiginoso dei casi di Covid19, l’incremento dell’indice Rt e dei focolai sparsi nell’Isola.


Le discussioni sulle reali motivazioni si moltiplicano così come è accaduto la scorsa estate quando l’arrivo dei turisti ha sconvolto gli equilibri anche nella Penisola. Gli scienziati concordano: «È un esempio di ciò che può accadere ovunque, se si riapre quando i dati lo sconsigliano». Sergio Babudieri, direttore di malattie infettive dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Sassari, dice di più: «La Sardegna è la dimostrazione, scientificamente inequivocabile, che quando si riapre, per la gente è come un cessato allarme, molti non rispettano le regole. Il mio reparto è al limite e gran parte dei ricoverati non sono anziani».

Da 40 contagi al giorno a febbraio a 444 il 31 marzo, a una media oltre i 300 al giorno nell’ultima settimana, con uno spiraglio: Rt in calo, da 1,54 a 0,97. I 157 focolai e la vaccinazione in ritardo, per quanto le 11 mila somministrazioni di media negli ultimi giorni non siano lontane dalle 17 mila, obiettivo per fine aprile del generale Figliuolo. Babudieri aggiunge: «Il calo che ha consentito la zona bianca era conseguenza dei comportamenti virtuosi nelle vacanze di Natale. Dopo l’ondata di novembre, la gente ha avuto paura. Il mio reparto si è svuotato. Poi con la zona bianca, liberi tutti. Il 21 marzo 5 ricoveri in un giorno».

Il governatore Solinas e l’assessore alla Sanità Nieddu concordano su «atteggiamenti irresponsabili. Il virus cammina sulle gambe delle persone. Dipende tutto da noi. C’è stato un calo di attenzione, un sentimento errato di liberazione dal virus mentre arrivava la variante inglese». Casi emblematici sono stati quelli del paese di Bono in cui il sindaco è stato costretto in pochi giorni a ordinare due volte la zona rossa, ma una volta allentate le restrizioni, i bar si sono riaffollati; a Olbia con 600 positivi avrebbero dovuto esserci almeno 2 mila persone in isolamento volontario, i dati ne contavano meno di 300; a Sassari un medico ha visto in un supermarket un suo paziente positivo e lo ha fatto chiamare dalla reception, ma ha visto arrivare ben 7 persone; a Cagliari il primo fine settimana bianco migliaia in movida; ormai noto poi è il pranzo in un hotel termale a Sàrdara per 40 persone tra politici, alti dirigenti regionali, manager pubblici e della sanità. Da qui 20 sanzioni, un’inchiesta della magistratura e 5 dimissioni spontanee.

La Sardegna attende ora i prossimi conteggi per comprendere se la zona rossa si concluderà il 2 maggio o verrà prolungata fino al 9.

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