lunedì 5 Ottobre 2026
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Ciclismo, Ciccone sfiora la storia: l’oro europeo vola via per un colpo di reni

Ciclismo, Ciccone sfiora la storia: l’oro europeo vola via per un colpo di reni

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Ciclismo, Ciccone sfiora la storia: l’oro europeo vola via per un colpo di reni

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A Zreče l’abruzzese firma una delle prove più grandi della sua carriera, ma al fotofinish cede il titolo continentale a Remco Evenepoel per una manciata di millimetri. Bronzo a Christian Scaroni, in una giornata che conferma la forza dell’Italia

Un soffio. Poco più di nulla. È tutto quello che ha separato Giulio Ciccone dalla maglia di campione d’Europa al termine di una corsa destinata a restare nella memoria degli appassionati.


Sulle strade slovene il verdetto è arrivato soltanto dopo interminabili minuti di attesa, con il fotofinish chiamato a sciogliere un duello che sembrava impossibile da giudicare a occhio nudo. Alla fine la vittoria è andata a Remco Evenepoel, capace di precedere l’azzurro per una manciata di millimetri. A Ciccone resta un argento che sa di impresa sfiorata, ma che certifica una prestazione di altissimo livello.

Ridurre tutto alla volata finale, però, sarebbe ingiusto. La nazionale italiana ha interpretato la corsa con personalità e lucidità, controllando le fasi decisive e dimostrando di avere un piano preciso. La svolta è arrivata sul penultimo passaggio del Mozjanca, quando Ciccone ha alzato il ritmo e selezionato il gruppo dei migliori. A reggere il confronto è stato soltanto Evenepoel.

Nemmeno la caduta che ha coinvolto il campione belga è riuscita a cambiare il copione. Dopo quel momento Ciccone si è ritrovato temporaneamente da solo, salvo poi essere riassorbito da un gruppo ristretto di inseguitori. Quando Evenepoel ha deciso di rilanciare l’azione, l’abruzzese è stato l’unico in grado di rispondere, dando vita al testa a testa che avrebbe segnato il destino dell’Europeo.

Negli ultimi chilometri si sono confrontati due modi diversi di interpretare la corsa. Da una parte la potenza incessante di Evenepoel, deciso a riscattare una stagione mondiale al di sotto delle aspettative. Dall’altra l’intelligenza tattica di Ciccone, apparso più maturo e lucido che mai nei momenti chiave. Fondamentale, in questo senso, anche la presenza alle sue spalle di Christian Scaroni, che ha saputo gestire la situazione alla perfezione e ha poi conquistato uno splendido bronzo.

L’epilogo è stato all’altezza della giornata. Ciccone ha affrontato l’ultima curva in posizione ideale e ha lanciato una volata aggressiva, trovando uno spunto che pochi gli avrebbero attribuito. Evenepoel, però, non ha mai mollato la ruota dell’azzurro. Metro dopo metro è riuscito ad affiancarlo, fino all’ultima disperata proiezione sulla linea d’arrivo.

Proprio lì si è deciso tutto. Il colpo di reni dell’abruzzese è arrivato con un attimo di ritardo e quel dettaglio infinitesimale ha consegnato il titolo al belga.

Resta inevitabilmente il rammarico per un oro sfuggito quando sembrava a portata di mano. Allo stesso tempo, però, resta l’immagine di un’Italia protagonista e di un Ciccone capace di giocarsela alla pari con uno dei corridori più forti della sua generazione. Un secondo posto che non cancella la delusione, ma che racconta comunque una giornata da grande ciclismo e una prestazione che vale molto più del colore della medaglia.

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