sabato 18 Aprile 2026
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Carnevale di Ovodda, ancora polemiche dopo la sfilata del Mercoledì delle Ceneri

Carnevale di Ovodda, ancora polemiche dopo la sfilata del Mercoledì delle Ceneri

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A tre giorni dal Mercoledì delle Ceneri, tra le vie di Ovodda non si placa il malumore dopo le dichiarazioni dell’animalista Enrico Rizzi.
Il recente Carnevale, al centro delle polemiche, ha fatto discutere come prevedibile i social media e i commenti si sprecano.
Rizzi aveva da subito acceso la polemica parlando di «Oscenità e barbarie, una parte di Sardegna è rimasta indietro»
e dopo gli attacchi a questore e prefetto di Nuoro, da parte degli animalisti arriva in queste ore la richiesta di incontro con la presidente della Regione: «C’è di mezzo il futuro delle nuove generazioni»
Tra le tante repliche si registra anche quella di Michele Ladu, proprietario di Rodolfo, il cammello protagonista della sfilata che ha alimentato le critiche degli attivisti. E proprio Ladu, attraverso un video, si rivolge a Rizzi: «Voglio raccontarti la storia del mio amico Rodolfo, che viveva in cattività. L’ho salvato da una vita di sofferenza portandolo a vivere con me. Oggi è libero di vagare spensierato per le campagne di Ovodda».
Il giornalista Antonangelo Liori, studioso di tradizioni popolari, in un post sul suo profilo facebook si è scagliato contro Rizzi:
«I veri animalisti sono a Ovodda» spiegando che «La regione Sardegna deve costituirsi parte civile non contro Ovodda ma contro Enrico Rizzi che accusa noi sardi d’essere barbari e d’essere rimasti indietro.» E ancora Liori rincara la dose: «Ma come si permette di insultare Ovodda e il suo carnevale? Avesse Rizzi l’un per cento dell’amore e della passione che Ovodda e la Sardegna pastorale tutta ha per gli animali sarebbe un vero animalista Dove era Rizzi – chiosa Liori – quando i pastori di Ovodda piangevano disperati per le loro pecore uccise dal virus della lingua blu importato chissà come dalle maglie larghe dei controllori che non controllano ciò che devono ma solo ciò che vogliono? Il cammello di Ovodda è stato salvato dalla morte da un giovane di Ovodda che lo tratta con le attenzioni e le cure che mai nessun cammello ha ricevuto al mondo.»
«E le pelli delle pecore sono pelli di pecore – continua Liori – macellate perché nel ricambio della natura ogni cosa che nasce muore e io preferirei, il giorno del mio ultimo viaggio, essere mangiato da chi ne ha bisogno piuttosto che divorato dai vermi.»
Liori conclude: «Se la Sardegna ha 4 milioni di ovicaprini mentre nel New Jersey si sono estinti lo si deve alla passione di noi sardi per gli animali.E lui che animali alleva a parte se stesso?».
Il Sindaco di Ovodda, Ilenia Vacca ha confermato che nessun animale esposto ha subito violenza, ma che è stato tutto a scopo puramente espositivo. Lo stesso cammello ha sfilato per soli dieci minuti, senza violenza, dichiarando che “È la spontaneità a farla da padrona ma non per questo trattiamo male gli animali”.

Il Carnevale di Ovodda si svolge il Mercoledì delle Ceneri (Mehuris de Lessia)

È caratterizzato da una forte identificazione della comunità con le proprie tradizioni secolari. Personaggio principale è Don Conte, fantoccio antropomorfo maschile, talvolta ermafrodito; che indossa una larga tunica colorata da cui traspare una grossa pancia fatta di stracci che copre l’anima in ferro che lo sorregge. Il volto, che può cambiare di anno in anno, viene realizzato con scorze di sughero o cartapesta, baffi posticci e altri elementi. Presenta genitali accentuati che, insieme al pancione, gli conferiscono un aspetto ridicolo che alimenta la vena satirica del carnevale. Viene portato in giro per il paese su un carretto trainato da un asino e addobbato con ortaggi, pelli d’animali e altri oggetti stravaganti.


 

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