sabato 18 Aprile 2026
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Candelieri 2025, Il Voto all’Assunta sciolto nella notte di Sassari

Candelieri 2025, Il Voto all’Assunta sciolto nella notte di Sassari

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Voto sciolto all’ 1:03, mezz’ora in meno rispetto al 2024. I candelieri rimangono custoditi nel chiostro della chiesa di Santa Maria di Betlem fino al 22 agosto, giorno dell’Ottava dell’Assunta

Nella notte tra il 14 e il 15 agosto, Sassari vive da sempre uno dei momenti più intensi e solenni della sua tradizione secolare: lo scioglimento del Voto alla Vergine Assunta, cuore spirituale della Faradda dei Candelieri. Alle ore 1:00, nel piazzale della chiesa di Santa Maria di Betlem, gremita di fedeli e portatori, si è compiuto il gesto che da oltre cinque secoli rinnova il legame tra la città e la sua Patrona.


Il Rito dei Candelieri in Piazza Santa Maria: L’Abbraccio Spirituale di Padre Salvatore Sanna

Nel cuore pulsante della Faradda dei Candelieri, uno dei momenti più solenni e carichi di significato si svolge nella suggestiva cornice di Piazza Santa Maria, dove i tredici gremi giungono al termine della loro discesa per sciogliere il Voto alla Vergine Assunta. È qui che Padre Salvatore Sanna, guardiano del convento dei Frati Minori Conventuali, accoglie i candelieri con un gesto che unisce fede, tradizione e comunità.

Ritmo più serrato e sempre carico di emozione

La Faradda dei Candelieri del 2025 ha rispettato con precisione quasi chirurgica la tabella oraria ideale, concludendosi mezz’ora prima rispetto all’edizione del 2024. Lo scioglimento del Voto alla Vergine Assunta è stato proclamato da Padre Salvatore Sanna all’1:03 del 15 agosto, segnando una discesa più ordinata e composta, come auspicato dall’Intergremio e dall’Amministrazione comunale.

 L’accoglienza dei Gremi

Dopo ore di balli e fatica, i portatori arrivano in piazza con i ceri, alti e festanti, accompagnati da tamburi, cori e applausi. Ma in questo spazio sacro, il tono cambia: il ritmo rallenta, il vociare si attenua, e l’atmosfera si fa raccolta. Padre Salvatore Sanna attende sul sagrato della chiesa, dove il simulacro della Vergine Assunta è stato sistemato all’esterno, a causa dei lavori ancora in corso nella navata.

Con parole semplici e profonde, il frate accoglie ogni gremio, benedice i portatori e invita alla riflessione. Il suo saluto non è solo cerimoniale: è un ponte tra la dimensione terrena della festa e quella spirituale del Voto.

Lo scioglimento del Voto

Uno a uno, i candelieri si fermano davanti alla Vergine. I portatori si inginocchiano, alcuni si toccano il cuore, altri si lasciano andare a lacrime silenziose. Padre Sanna pronuncia la formula rituale: “Vergine Assunta, il Voto è sciolto”. È il culmine della Faradda, il momento in cui la promessa fatta nel 1580 viene rinnovata con devozione e rispetto.

Una piazza che diventa santuario

Nonostante l’ora tarda la piazza è gremita di sassaresi e visitatori, tutti in silenzio, rapiti dalla forza del rito. Le luci soffuse, il suono dei tamburi che si spegne, il profumo dell’incenso: tutto contribuisce a trasformare Piazza Santa Maria in un santuario a cielo aperto.

Questo rito, guidato da Padre Salvatore Sanna, è il sigillo spirituale della Faradda. Un momento che non si dimentica, perché racchiude l’anima di Sassari: fede, identità, comunità: «Fratelli e sorelle, il Signore vi dia la pace! Siamo qui ancora una volta per sciogliere il Voto della nostra città alla Beata Vergine Assunta in cielo. Siamo qui perché certi che la speranza non delude. Questo ci ricorda il Giubileo che stiamo celebrando come chiesa. Nel cuore di ciascuna persona è racchiusa la speranza come desiderio e attesa di bene, pur non sapendo cosa il domani porterà con sé. La speranza cristiana non delude, perché nessuno potrà mai separarci da Dio. Speranza nutrita dall’amore e così ci permette di andare avanti nella vita, come diceva Papa Francesco nella bolla di indizione del Giubileo. È ancora vivo il ricordo e l’emozione di quanto vissuto lo scorso anno con l’incidente al candeliere del Falegnami. Noi tutti siamo qui questa notte e, come diceva Sant’Agostino, non si si vive senza queste tre propensioni di credere, sperare e amare. Vogliamo guardare al futuro con speranza, avendo una visione della vita carica di entusiasmo da trasmettere, che voi avete portato con la “danza” del candeliere. Nel mistero della pasqua di Maria, madre di Gesù e madre nostra, possiamo contemplare una donna vestita di sole, segno di consolazione e di speranza. La invochiamo ancora contro la peste, che oggi è anche la peste della guerra»

I Candelieri nel chiostro: attesa e contemplazione

Dopo la cerimonia, i tredici candelieri non tornano subito nelle sedi dei gremi. Rimangono invece custoditi nel chiostro della chiesa di Santa Maria di Betlem fino al 22 agosto, giorno dell’Ottava dell’Assunta. Questo periodo di “riposo” non è solo logistico, ma anche simbolico: rappresenta una pausa di raccoglimento e di continuità spirituale tra la Faradda e la chiusura del ciclo votivo. Durante l’Ottava, ogni gremio riprende il proprio candeliere e lo riporta nella sede di appartenenza, in un gesto che chiude ufficialmente il cerchio della devozione. La cerimonia, pur meno spettacolare della Faradda, è intensa e partecipata, con centinaia di sassaresi che si raccolgono nel chiostro per vivere un momento di fede e comunità

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