venerdì 16 Ottobre 2026
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Bollo auto, la rivoluzione del 2027: chi risparmia davvero e chi resterà a pagare

Bollo auto, la rivoluzione del 2027: chi risparmia davvero e chi resterà a pagare

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Bollo auto 2027

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Un taglio netto che cambia le regole: dal 2027 milioni di automobilisti non pagheranno più il bollo, ma la misura divide il parco circolante tra chi rientra sotto gli 80 kW e chi, invece, continuerà a versare la tassa di possesso

Il governo ha deciso di mettere mano a uno dei tributi più detestati dagli automobilisti: il bollo auto. Dal 2027, infatti, una fetta enorme del parco circolante italiano — circa 14,5 milioni di veicoli — non dovrà più versare la tassa di possesso. Una scelta politica dal peso economico non indifferente: quasi 2,3 miliardi di euro di mancato gettito per le casse pubbliche. Ma, al di là dei numeri, la domanda che tutti si stanno facendo è semplice: chi sarà davvero esentato?


La norma approvata dal Consiglio dei ministri introduce un criterio molto netto. L’esenzione scatterà per tutte le auto alimentate a benzina o gasolio, comprese le versioni ibride — mild, full o plug‑in — purché non superino gli 80 kW di potenza, equivalenti a circa 109 cavalli. Una soglia che, almeno per ora, lascia fuori le auto elettriche, nonostante il loro ruolo crescente nel mercato.

A questo punto entra in gioco un altro elemento: l’esenzione vale per un solo veicolo per ogni cittadino. Se una persona possiede più auto sotto gli 80 kW, il bonus si applicherà solo a quella meno potente. Lo stesso meccanismo si estende alle due ruote: moto e scooter potranno beneficiare dello stop al bollo, ma solo se il proprietario non ha già sfruttato l’agevolazione per un’automobile.

Il provvedimento copre l’intero anno fiscale 2027, dal 1° gennaio al 31 dicembre, e riguarda anche le Regioni a statuto speciale. Poi, nel 2028, chi governerà dovrà decidere se confermare o archiviare la misura. Una sospensione, insomma, che potrebbe diventare strutturale oppure restare un esperimento isolato.

Per capire se la propria auto rientra nell’esenzione basta aprire il libretto: la potenza in kW è riportata al campo P.2. Ed è qui che la riforma mostra il suo impatto più evidente. Moltissimi modelli popolari, infatti, restano sotto la soglia degli 80 kW. Le citycar e le utilitarie, da sempre le preferite dagli italiani, rientrano quasi tutte: Fiat Pandina, Dacia Sandero, Citroën C3, Toyota Yaris, Renault Clio. Ma anche diversi crossover, come la Jeep Avenger nella versione 1.2 Turbo da 74 kW.

La lista continua con Volkswagen Polo, Seat Ibiza, Peugeot 208, Opel Corsa, Hyundai i20, Lancia Ypsilon. In molti casi, la soglia degli 80 kW coincide con le versioni “base”, quelle più economiche. Non a caso, il gruppo Stellantis ha puntato forte su motori 1.2 Turbo da 100 cavalli, perfettamente dentro i parametri del nuovo bonus.

Sul fronte delle due ruote, l’impatto sarà enorme: in Italia circolano circa 8 milioni di moto e scooter. Tutti potranno essere esentati, ma — ancora una volta — solo se il proprietario non ha già utilizzato il bonus per un’auto sotto gli 80 kW.

Chi resta fuori? Non solo le auto sportive o di lusso. Anche modelli molto diffusi come Volkswagen Golf, Jeep Compass, Toyota Yaris Cross superano la soglia dei 110 cavalli e continueranno a pagare il bollo. Lo stesso vale per i marchi premium: Audi, BMW, Mercedes-Benz, Volvo, Land Rover. E per ora non ci sono indicazioni sul destino del superbollo, la tassa aggiuntiva che scatta oltre i 185 kW.

In sintesi, il 2027 sarà un anno di svolta: milioni di automobilisti risparmieranno, altri continueranno a pagare. E il bollo, nato nel 1953 e mai davvero amato, entra in una fase nuova, sospesa tra alleggerimento fiscale e scelte politiche future.

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