Un convegno di sensibilizzazione al disagio digitale e alla sua prevenzione: lo psicoterapeuta e fondatore della Di.Te. ETS affronta i temi della dipendenza tecnologica e cyberbullismo
SASSARI – Prevenire il disagio digitale e promuovere una riflessione profonda sull’uso consapevole della tecnologia: è questo il tema cardine del convegno “Bambini e adolescenti digitali. Tra like e realtà: il bisogno di pause autentiche”, organizzato dall’Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, GAP e Cyberbullismo (Di.Te. ETS), con il supporto di ImmoTravel e Grimaldi Lines. L’incontro, tenutosi ieri pomeriggio nella splendida cornice del Teatro Civico di Sassari, ha visto protagonista lo psicoterapeuta, docente universitario e fondatore (oltreché presidente) della Di.Te Ets Giuseppe Lavenia, dedicando il suo intervento al tema del connubio adolescenti-rete e al benessere digitale, con un ampio occhio di riguardo al lavoro educativo dei genitori per poter stabilire un utilizzo costruttivo della tecnologia.
TEMA CHIAVE. La sua lectio magistralis, tenuta con l’aiuto di diapositive e anche spezzoni tratti da film (come Ragazzaccio, lungometraggio di Paolo Ruffini), è stata concentrata sulle dipendenze da tecnologia e sul fenomeno del cyberbullismo, analizzando gli impatti psicologici e morali che colpiscono la fascia adolescenziale, dagli 11 ai 17 anni. Lavenia mette in luce come il gaming compulsivo, l’uso distorto dei social e la pressione da performance digitale stiano alterando profondamente le dinamiche relazionali e il benessere emotivo dei ragazzi. Il suo intervento, intitolato “Adolescenti online e benessere digitale”, propone un approccio educativo che favorisca un uso equilibrato e sicuro della rete, capace di valorizzare la persona e non il profilo.
ALLARME BAMBINI. Il convegno ha acceso i riflettori anche sui più piccoli, evidenziando come il primo contatto con la tecnologia avvenga ormai in età prescolare. Dati del 2025 rivelano che già intorno ai 3-4 anni molti bambini iniziano a utilizzare dispositivi digitali in modo regolare, precisamente il 17% lo smartphone e il 78% il tablet. Addirittura il 24% di loro possiede un’app di messaggistica, con il 21% che invece ha già un account social network diventano strumenti di intrattenimento quotidiano, con effetti ancora poco esplorati sullo sviluppo cognitivo ed emotivo. Il rischio, sottolineano gli esperti, è quello di una precoce dipendenza da stimoli digitali, che può compromettere la capacità di concentrazione, il sonno e le relazioni familiari.
L’OBIETTIVO. L’obiettivo dell’associazione, come spiegato da Lavenia stesso, è quello di poter sensibilizzare alle varie e inedite forme di disagio derivanti dall’utilizzo distorto sia del web che delle nuove tecnologie. I genitori, in tal senso, giocherebbero un ruolo cruciale, avendo il compito di dare l’esempio ai propri figli: secondo lo psicoterapeuta, l’utilizzo eccessivo degli strumenti elettronici (su tutti lo smartphone) spesso deriva da richieste d’aiuto e necessità non soddisfatte, nonché una maniera di gestire un malessere interiore. Motivazione per cui l’imposizione di regole eccessivamente severe e la rimozione del cellulare ai figli spesso non risolve nulla, al contrario dell’essere comprensivi e instaurare con loro un dialogo, per poter stabilire delle regole flessibili e adatte sia all’età che alle loro esigenze.
PROGETTI FUTURI. Proprio da questa visione nasce il progetto Disconnect Cruise, una proposta innovativa di gita scolastica totalmente tech free in programma per il 2026. L’iniziativa, presentata ieri sempre al Teatro Civico, offrirà agli studenti tre viaggi d’istruzione in Italia. Dopo il successo dell’edizione 2025, l’iniziativa torna in Sardegna con un itinerario che parte da Porto Torres e include navigazione, pernottamenti a bordo e in hotel 4 stelle, visite guidate a Barcellona e Lloret de Mar. Ma il cuore dell’esperienza sono le attività laboratoriali curate dagli esperti dell’associazione, pensate per stimolare la socialità, la creatività e il confronto diretto, senza alcuna mediazione digitale.
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