Voli alle stelle, bagagli a peso d’oro: il turismo diventa sport estremo

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Il centro sportivo Andrea Corda di Abbiadori, in questi giorni, ha cambiato pelle: il campo in erba è rimasto, ma sono sparite le porte tradizionali, parcheggiate fuori. E non c’è l’area di rigore, anche se una delle partite di Italia Polo Challenge si è conclusa proprio ai rigori, visto il risultato di parità alla fine dei quattro chukker (così vengono chiamati i tempi) regolamentari.
Per rendere il polo più praticabile e sostenibile, si sono inventati un modo nuovo di giocarlo: si chiama Arena Polo e, rispetto al polo tradizionale, non ha bisogno delle misure classiche del campo, 275X180 senza tavole di legno o 275X140 in presenza delle tavole.
L’Arena Polo si può giocare sulla neve (come accaduto nella prima tappa di Italia Polo Challenge, quella di Cortina), sulla sabbia (come al Galoppatoio di Villa Borghese, durante lo CSIO di Piazza di Siena) o, appunto, su erba, rigorosamente naturale e non sintetica, come sta accadendo ad Abbiadori.
La variante dell’Arena Polo apre una nuova dimensione: i campi da polo tradizionale, che richiedono ovviamente costi di manutenzione maggiori, in Italia sono solo 11. I circoli affiliati alla Fise (Federazione Italiana Sport Equestri), invece, sono ben 1.500 e, potenzialmente, ci possono essere altrettanti campi per giocare a polo e oltre 170mila giocatori, tanti quanti sono i tesserati Fise in Italia.
Se nel polo tradizionale, giocato quattro contro quattro viste anche le misure del campo, ogni giocatore monta altrettanti cavalli diversi nel corso di una partita (dopo ogni chukker si cambia cavallo, per salvaguardarne lo sforzo), nell’Arena Polo si gioca tre contro tre e si ha la possibilità di poter giocare più di un tempo con lo stesso cavallo, con un notevole abbassamento dei costi di trasporto, manutenzione e cura dell’animale.

Non si ha un cavallo di proprietà? Niente paura, sono numerose le strutture in Italia che offrono la possibilità di “noleggiare” il cavallo e di imparare a giocare a polo come accade con qualsiasi altra disciplina sportiva. Al Mondiale di Palm Beach in programma dal 26 ottobre al 6 novembre, tra l’altro, l’assegnazione dei cavalli alle singole squadre avverrà per sorteggio: i giocatori, quindi, sono abituati a montare anche cavalli non propri.
Il polo è “user friendly” e, con un corso della durata di circa tre mesi con frequenza di due o tre allenamenti settimanali, si è già pronti per gareggiare. E magari, un giorno, diventare protagonisti di Italia Polo Challenge, competizione entrata ormai nella sua fase decisiva. La seconda giornata ha visto la vittoria di Hendrick’s Polo Team su Distretti Ecologici Polo Team, arrivata ai rigori (che ovviamente vengono tirati senza il portiere e da una distanza maggiore rispetto al tradizionale dischetto degli 11 metri).
ITP – I RISULTATI: Questa sera sono in programma le due semifinali incrociate dopo i risultati delle prime due partite: alle 20.30 scenderanno in campo Poltu Quatu Polo Team (sconfitto mercoledì sera da U.S. Polo Assn Team) e Hendrick’s Polo Team, mentre a seguire si sfideranno proprio Distretti Ecologici Polo Team e U.S. Polo Assn. Team.
Le due perdenti, sabato sera, giocheranno la finale per il terzo posto; le due vincenti, invece, si contenderanno il titolo di campione della tappa sarda. L’ingresso è gratuito e, ogni sera, al centro sportivo di Abbiadori è presente un villaggio ospitalità, con le serate dedicate al polo accompagnate da raffinate degustazioni eno-gastronomiche, cene a tema, dj set e musica dal vivo, con la direzione artistica di MCeventz e l’organizzazione di Tramp Events.
I due atleti sardi parteciperanno ai mondiali di staffette, in programma a Gaborone (Botswana) il prossimo 2 e 3 maggio
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