sabato 18 Aprile 2026
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Addio a Robert Redford: il fascino eterno di una leggenda del cinema

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Robert Redford, scomparso il 16 settembre 2025 all’età di 89 anni, è stato molto più di un attore: è stato un’icona, un regista visionario, un attivista culturale e ambientale, e il volto di un’epoca dorata di Hollywood. La sua carriera, lunga oltre sei decenni, ha attraversato generi, stili e generazioni, lasciando un’impronta indelebile nella storia del cinema.


Dalle origini al mito

Nato a Santa Monica nel 1936, Redford ha iniziato la sua carriera teatrale a Broadway prima di approdare al cinema nel 1962 con Caccia di guerra. Il successo internazionale arriva nel 1969 con Butch Cassidy, dove interpreta il carismatico Sundance Kid accanto a Paul Newman. Da lì, una serie di capolavori: La stangata (1973), Tutti gli uomini del presidente (1976), Come eravamo (1973), I tre giorni del Condor (1975), La mia Africa (1985) e L’uomo che sussurrava ai cavalli (1998). Nel 1980 passa dietro la macchina da presa con Gente comune, vincendo l’Oscar come miglior regista. Nel 2002 riceve l’Oscar alla carriera, e nel 2017 il Leone d’Oro a Venezia. Ma il suo contributo non si ferma al cinema: nel 1981 fonda il Sundance Institute e il Sundance Film Festival, diventati il cuore pulsante del cinema indipendente.

Proposta indecente (1993): il lato oscuro del desiderio

Tra i film più discussi e controversi della sua carriera c’è Proposta indecente, diretto da Adrian Lyne e tratto dal romanzo di Jack Engelhard. Redford interpreta John Gage, un miliardario affascinante e misterioso che offre a una giovane coppia (Demi Moore e Woody Harrelson) un milione di dollari in cambio di una notte con la donna. Il film esplora i confini tra amore, denaro e moralità, mettendo in crisi il rapporto tra i protagonisti e sollevando interrogativi profondi sul valore dei sentimenti e delle scelte. Redford, con il suo carisma elegante e ambiguo, incarna perfettamente il ruolo dell’uomo che può comprare tutto… tranne l’amore vero.

L’eredità

Robert Redford ha incarnato il sogno americano, ma anche le sue contraddizioni. Ha saputo essere cowboy, giornalista, truffatore, amante, spia e regista, sempre con una classe inconfondibile. La sua scomparsa segna la fine di un’epoca, ma il suo cinema continuerà a parlare a generazioni di spettatori, ricordandoci che il talento, la passione e l’integrità sono le vere stelle che non smettono mai di brillare.

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