sabato 18 Aprile 2026
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Addio a Beckenbauer, il mondo del calcio piange ‘Kaiser’ Franz

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È morto all’età di 78 anni l’icona del calcio tedesco. Quell’immagine rimasta indelebile col braccio al collo rimasta nell’epica partita Italia-Germania 4-3 del 1970 che aprì agli azzurri la finale col Brasile. Il ruolo del “libero” nato con lui

Poco più di un anno dopo Pelé e a tre giorni da Mario Zagallo che come lui diventò campione del mondo da calciatore e poi da tecnico ( c’è riuscito in questo secolo anche il francese Deschamps), è morto Franz Beckenbauer. Un’altro leggendario rappresentante del calcio “come l’abbiamo amato e sognato” che se ne va a pochi mesi dal simbolo del calcio inglese, quel sir Bobby Charlton suo avversario nella sfortunata (per i tedeschi) finale della Rimet del 1966 a Londra. Ma è con l’indimenticabile semifinale al Mondiale 1970 vinta 4-3  ai supplementari dagli Azzurri, con Beckenbauer che resta in campo col braccio al collo dopo la lussazione a una spalla, l’immagine più vivida del fuoriclasse tedesco per gli sportivi italiani, rimasta nella memoria collettiva a distanza di oltre mezzo secolo. Soprannominato il Kaiser (L’imperatore) fu uno dei migliori interpreti del calcio e da molti considerato il miglior difensore della storia.


Fu Pallone d’oro, nel 1972 e nel 1976, divenendo il primo difensore ad essere insignito per due volte dell’ambìto premio e asso pigliatutto con la sua squadra quel Bayern Monaco che fece man bassa di Coppe dei Campioni a metà degli anni Settanta, prima dell’avventura americana nel Cosmos. Figura in 3ª posizione nell’omonima lista pubblicata dall’IFFHS, la Federazione Internazionale di Storia e Statistica del Calcio. Nel marzo del 2004, Pelé lo ha anche inserito nella FIFA 100, la lista dei 125 migliori calciatori viventi, redatta in occasione del Centenario della FIFA.

Franc beckenbauer Italia Germania 4-3
Franz Beckenbauer con la vistosa fasciatura al braccio può solo guardare Riva che calcia il pallone del 3-2, nuovo vantaggio per gli Azzurri

La partita con l’Italia, disputata allo stadio Azteca di Città del Messico il 17 giugno 1970 è una delle più iconiche della storia del calcio, decretata ‘partita del secolo’ (‘Jahrhundertspiel‘), valeva la semifinale della Coppa Rimet e finì ai supplementati 4-3 per gli azzurri dopo 120 interminabili minuti. In campo c’erano tanti nomi illustri del calcio e ben 4 giocatori del Cagliari fresco campione d’Italia. Per i tedeschi, appunto, anche uno stoico Franz Beckenbauer protagonista di quella sfida rimasta negli annali di quello che può essere considerato il derby d’Europa per nazioni: al minuto 65 dei tempi regolamentari, il difensore cadde in un contrasto di gioco, lussandosi la spalla. La panchina tedesca aveva appena effettuato la seconda sostituzione e il difensore restò in campo, disputando quasi metà del match con una vistosa fasciatura al busto. Si rifece quattro anni dopo con gli interessi, nel 1974, alzando da capitano sotto il cielo di casa a Monaco di Baviera, la coppa del Mondo ai danni della favoritissima Olanda di Johan Crujiff. Oggi l’ha raggiunto in cielo e possono rigiocare quella finale.

 

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