sabato 18 Aprile 2026
sabato 18 Aprile 2026

Ad Alghero e Riola Sardo Cristiano De André canta il silenzio del padre con la voce del presente

Ad Alghero e Riola Sardo Cristiano De André canta il silenzio del padre con la voce del presente

Per un'informazione indipendente

ogni contributo è prezioso


Condividi su:

Due serate intrise di emozioni e memoria. Sono stati questi gli ingredienti dei concerti di Cristiano De André ad Alghero (con l’organizzazione de Le RagazzeTerribili nella ventisettesima edizione del Festival Abbabula)  e Riola Sardo (con la produzione di Sardegna Concerti) mentre oggi 2 agosto il cantautore  sarà invece protagonista al Rocce Rosse &Blues Festival a Lanusei, completando così il trittico di date nell’isola, tappe del suo tour estivo in giro per lo Stivale. Show che si sono rivelati molto più di  semplici appuntamenti musicali: sono stati dei viaggi nel tempo, delle carezze poetiche sulle corde del cuore,  omaggi struggenti alla grandezza del padre Fabrizio, ma soprattutto un’affermazione potente dell’identità artistica di Cristiano.


Tra tramonto e mare, la voce della tradizione si rinnova

Nelle suggestive cornici dell’anfiteatro Ivan Graziani di Alghero e del Parco della Musica di Riola Sardo, avvolto dai colori caldi della Sardegna e dai profumi salmastri del Mediterraneo, Cristiano ha proposto un repertorio che intreccia magistralmente le canzoni immortali del padre con le sue creazioni più intime e graffianti. Classici senza tempo come “Amico Fragile”“La canzone di Marinella” e “Il testamento di Tito” si sono alternati a composizioni come “Dormono sulla Collina” e “Disamistade”, in un equilibrio perfetto tra memoria e modernità. 23 canzoni per due ore e mezza di concerto con i bis Crêuza de mä, Il pescatore e La canzone dell’amore perduto che chiudono il viaggio sonoro.

Un’interpretazione profonda, una voce che graffia e accarezza

Cristiano non imita Fabrizio: lo rievoca con rispetto, lo attraversa con la sua voce calda e intensa, lo reinventa con arrangiamenti sofisticati e una sensibilità musicale ricca di sfumature. La sua chitarra racconta, denuncia, consola. Nei momenti più intensi del concerto, sembrava che le parole di Fabrizio si stessero fondendo con la visione contemporanea del figlio, dando vita a un racconto nuovo, viscerale, urgente.

Il lascito e l’evoluzione

Il pubblico, emozionato e partecipe, ha riconosciuto in Cristiano non solo il figlio d’arte, ma un artista maturo, capace di camminare su sentieri propri. Se Fabrizio è stato il poeta del dissenso e della bellezza dolente, Cristiano si afferma come interprete della fragilità umana, capace di dare voce alle crepe dell’anima con grande dignità e intensità.

“Io non sono mio padre, ma senza di lui non sarei mai diventato me stesso”, ha detto Cristiano prima di intonare “Smisurata preghiera”. E in quel momento, l’applauso non era solo per la canzone, ma per l’intero percorso di un uomo e musicista che ha saputo trasformare l’eredità in rinascita.

Condividi su:

Leave a Reply

Correlati

Potrebbe interessarti

AA

Per un'informazione indipendente

Ogni contributo è prezioso

Archivio City&City

---

City&City Magazine è ancora speciale. Raccontiamo il territorio e le bellezze della Sardegna attraverso la rivista e gli eventi che produciamo; celebriamo storie coinvolgenti e personaggi che riflettono ed esaltano l'essenza autentica dell'isola nell'isola e all'estero. 72 pagine a colori.

Io penso positivo!

Io penso positivo!

Per un'informazione indipendente

Ogni contributo è prezioso

Leave a Reply

Per un'informazione indipendente

ogni contributo è prezioso