venerdì 16 Ottobre 2026
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A Cagliari arriva la Biblioteca Vivente: i genitori detenuti diventano “libri umani” per abbattere i pregiudizi

A Cagliari arriva la Biblioteca Vivente: i genitori detenuti diventano “libri umani” per abbattere i pregiudizi

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Biblioteca Vivente (milano San Siro)

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A Cagliari il pregiudizio si combatte guardandosi negli occhi. È questo lo spirito della Biblioteca Vivente che, nelle prossime settimane, prenderà forma grazie al lavoro degli esperti di ABCittà e alla partecipazione dei genitori detenuti nella Casa Circondariale di Uta. Uomini e donne che vivono una condizione di restrizione si trasformeranno in “libri umani”, pronti a raccontare la propria storia senza filtri a chi vorrà ascoltarla.


L’iniziativa rientra nell’azione TuttoMondo, coordinata da Prohairesis all’interno del progetto quadriennale Liberi dentro per crescere fuori, selezionato dall’impresa sociale Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. L’obiettivo è chiaro: scardinare stereotipi e stigmi che spesso colpiscono non solo le persone detenute, ma anche le loro famiglie, e in particolare i figli minori.

Dalla mappa dei pregiudizi ai “libri umani”: il percorso

Il lavoro prenderà avvio mercoledì 8 aprile con un incontro di presentazione e la costruzione della mappa dei pregiudizi, un momento collettivo in cui i detenuti saranno accompagnati a riconoscere e nominare gli stereotipi che li riguardano. Seguiranno quattro appuntamenti formativi – l’8, 15, 22 e 28 maggio – guidati da Ulderico Maggi di ABCittà, durante i quali verranno definiti i titoli e le quarte di copertina delle storie che ciascun “libro umano” porterà al pubblico.

Il metodo utilizzato è quello della ABCittà Living Library (ALL), modello interculturale riconosciuto dal Consiglio d’Europa: un lettore “prende in prestito” una persona e, in un dialogo uno a uno, ascolta un episodio della sua vita, pone domande, si confronta. È un incontro che trasforma il pregiudizio in un oggetto culturale da smontare attraverso l’emozione e la relazione diretta.

Un evento pubblico per incontrarsi oltre le mura

Il momento culminante sarà l’evento pubblico previsto per giugno a Cagliari, in uno spazio cittadino aperto alla comunità. Qui i cittadini potranno “sfogliare” i libri umani e immergersi nella complessità delle loro storie. Un’occasione per riflettere sul senso della pena, sulla funzione rieducativa del carcere e sulla necessità di costruire percorsi di inclusione che non lascino indietro nessuno.

Il progetto si rivolge in particolare ai genitori di minori, detenuti o in misura alternativa, con l’intento di preservare il legame affettivo con i figli e contrastare l’isolamento sociale che spesso accompagna la detenzione.

Una rete ampia per un cambiamento culturale

A sostenere l’iniziativa c’è una rete articolata di realtà del territorio: la cooperativa Elan (capofila), Panta Rei Sardegna, Solidarietà Consorzio, Exmè & Affini, Casa delle Stelle, la Direzione del carcere di Uta, l’Uiepe, il Comune di Cagliari, l’associazione Prohairesis e Aragorn S.r.l..

Insieme puntano a trasformare il carcere da luogo di esclusione a spazio di rigenerazione culturale, mettendo al centro la dignità delle persone e il diritto dei bambini a crescere liberi dai marchi del passato.

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