domenica 4 Ottobre 2026
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Campobasso, il giallo della ricina: la verità nascosta dietro la cena di famiglia

Campobasso, il giallo della ricina: la verità nascosta dietro la cena di famiglia

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Caso Ricina Campobasso

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A Pietracatella, piccolo paese dell’entroterra molisano, il Natale del 2025 si è trasformato in un enigma tossico che ancora oggi scuote la comunità. Una vicenda che parte da una cena di famiglia e si allarga, giorno dopo giorno, in un labirinto di ipotesi, analisi tossicologiche, telefoni sequestrati e domande che non trovano ancora una risposta definitiva.


La cena che precede la tragedia

È il 23 dicembre quando la famiglia Di Vita si riunisce per una cena prenatalizia. In tavola ci sono cozze, salumi, insalata giardiniera. Una serata normale, quasi rituale, che però si rivelerà il punto di partenza di un dramma. Poche ore dopo, tra il 24 e il 25 dicembre, Antonella Di Ielsi e la figlia minore Sara iniziano a stare male. I sintomi sono violenti, rapidi, incompatibili con una semplice intossicazione alimentare.

Il peggioramento e i decessi

Tra il 27 e il 28 dicembre, nel giro di poche ore, madre e figlia muoiono. Il padre, Gianni Di Vita, sopravvive. La prima ipotesi — un’intossicazione da molluschi — crolla quasi subito: i medici notano anomalie, segnali che non tornano. La parola “ricina” entra nel fascicolo.

L’indagine prende forma

A gennaio la Procura di Larino apre un’inchiesta per duplice omicidio premeditato contro ignoti. Si analizzano i pasti, si ascoltano parenti e conoscenti, si attende il responso del Centro antiveleni di Pavia. Il caso si complica: cinque medici vengono iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo, per valutare eventuali errori nei soccorsi.

La svolta di aprile

Il 23 aprile arriva un passaggio chiave: il sequestro del telefono di Alice Di Vita, la figlia maggiore. Nel dispositivo ci sarebbero note sui pasti di famiglia, ricerche web, cronologie, messaggi. Il 28 aprile la Polizia giudiziaria effettua la copia forense completa: chat, email, social, geolocalizzazioni. Parallelamente, a Bari vengono riesaminati i vetrini autoptici per chiarire gli aspetti istologici ancora sospesi.

Un’indagine ancora aperta

La casa resta sotto sequestro. Gli inquirenti ascoltano parenti, amici, conoscenti. Si valutano nuove iscrizioni nel registro degli indagati. E soprattutto si cerca la risposta più difficile: da dove proveniva la ricina? Un interrogativo che, per ora, resta sospeso.

 

Cosa è

La ricina è una tossina proteica altamente velenosa estratta dai semi della pianta di ricino (Ricinus communis).** È considerata una delle sostanze naturali più pericolose perché blocca la sintesi proteica nelle cellule, portandole alla morte.

Caso Ricina Campobasso

🕒 Cronologia dei fatti

23 dicembre 2025 – La cena di famiglia

  • Nella casa della famiglia Di Vita a Pietracatella viene consumata una cena prenatalizia: cozze, salumi, insalata giardiniera.
  • Presenti: Antonella Di Ielsi, le figlie Sara e Alice, e il padre Gianni Di Vita.
  • Alice, secondo alcune ricostruzioni, non partecipa alla cena.

24–25 dicembre – I primi sintomi

  • Dopo il pasto, madre e figlia minore iniziano a stare male.
  • I sintomi peggiorano nelle ore successive.

27–28 dicembre – I decessi

  • Antonella e la figlia Sara muoiono tra il 27 e il 28 dicembre.
  • Il padre Gianni sopravvive.
  • L’ipotesi iniziale è un’intossicazione alimentare, ma i sintomi non convincono i medici.

Gennaio–marzo 2026 – Prime indagini

  • La Procura di Larino apre un fascicolo per duplice omicidio premeditato contro ignoti.
  • Vengono ascoltati i familiari e sequestrata l’abitazione.
  • Si attendono gli esiti del Centro antiveleni di Pavia per confermare la presenza di ricina.

Aprile 2026 – La svolta investigativa

23 aprile

  • La Procura dispone il sequestro del telefono di Alice Di Vita, ritenuto potenzialmente decisivo.
  • Nel dispositivo ci sarebbero note sui pasti di famiglia tra il 22 e il 25 dicembre e la cronologia web degli ultimi 5 mesi.
  • Viene ascoltata nuovamente la cugina Laura Di Vita, già sentita due volte.

28 aprile

  • Presso la Polizia giudiziaria di Campobasso viene effettuata la copia forense del telefono di Alice: chat, email, social, geolocalizzazioni, ricerche web.
  • L’obiettivo è ricostruire le comunicazioni nelle ore precedenti ai decessi e verificare eventuali responsabilità dei cinque medici indagati per omicidio colposo.
  • Parallelamente, a Bari vengono riesaminati i vetrini autoptici per chiarire aspetti istologici ancora incerti.

Indagini in corso

  • Sono stati ascoltati parenti, amici di Alice e altri conoscenti.
  • È previsto un sopralluogo nella casa sotto sequestro.
  • Non si esclude l’iscrizione di nuovi nomi nel registro degli indagati.

📌 Cosa resta da chiarire

  • La fonte esatta della ricina.
  • Il ruolo dei pasti annotati sul telefono di Alice.
  • Eventuali responsabilità mediche nei soccorsi.
  • La dinamica precisa della cena e dei sintomi.
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